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Lentini, L’ex sindaco Lo Faro ricorre al Tar contro la sfiducia: “Seduta viziata”

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L’ex sindaco Rosario Lo Faro ha presentato ricorso al Tar di Catania contro la delibera di sfiducia del 16 marzo: “Sto esercitando un diritto, si poteva evitare”

Lo Faro non si arrende. L’ex sindaco di Lentini, sfiduciato lo scorso 16 marzo alla seconda seduta nel giro di un mese, ha deciso di presentare un ricorso al Tar di Catania. «In Consiglio comunale – ha dichiarato Rosario Lo Faro – erano state chiaramente segnalate, prima ancora della votazione, irregolarità gravi, idonee a incidere sulla validità della seduta e dei deliberati. Nonostante ciò, si è scelto deliberatamente di andare avanti. Durante la discussione, e’ stato chiesto al Segretario Generale quali fossero le conseguenze di un atto adottato in presenza di tali vizi. Alla risposta — netta — che la delibera avrebbe potuto essere impugnata, è stato replicato che il parere non era vincolante e che il Consiglio avrebbe deciso comunque. Tradotto: si è scelto consapevolmente di esporsi al rischio di adottare una decisione illegittima».

Il problema che è stato sollevato durante la seduta è riferito al presidente del consiglio comunale, carica in quel momento non esistente a causa delle dimissioni di Alessandro Vinci a febbraio, subito dopo la mancata approvazione della prima mozione di sfiducia. Vinci si era astenuto. La seduta della seconda mozione è stata presieduta dal vice, Luigi Campisi. «Eppure, una soluzione semplice e corretta esisteva – ha spiegato l’ex sindaco di Lentini – il 9 marzo si poteva eleggere il Presidente del Consiglio e procedere poi a una convocazione pienamente regolare. Non lo si è voluto fare. Si è preferito forzare, con una motivazione priva di logica, nonostante non vi fosse alcuna urgenza: la mozione di sfiducia scadeva il primo aprile, lasciando ancora oltre venti giorni utili».

Nel caso in cui la giustizia amministrativa si dovesse pronunciare a favore di Lo Faro, sarebbe annullata la delibera e ritornerebbe in carica il consiglio comunale. Con il conseguente annullamento delle elezioni amministrative programmate per maggio.

«Io sto esercitando un diritto – ha sottolineato Lo Faro – esattamente nella direzione indicata in aula, proprio per evitare tutto questo. Adesso sarà il Tribunale Amministrativo Regionale a valutare. Ma una cosa è già chiara: quando si mettono da parte le regole, non si colpisce una persona — si espone un’intera città. Si poteva evitare. Non lo si è voluto fare. Io continuo a stare dalla parte della correttezza istituzionale. Senza esitazioni».

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