Aggiornato al 24/02/2026 - 12:48
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Tre mandati

Mandato dei sindaci in Sicilia, ANCI: “La norma regionale è incostituzionale, si cambi subito”

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Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale, Anci Sicilia chiede l’immediato adeguamento: “Modificare con la massima urgenza anche la norma regionale siciliana”

Un richiamo forte al rispetto dei diritti costituzionali e all’allineamento con il resto d’Italia. La recente sentenza n. 16/2026 della Corte Costituzionale, depositata lo scorso 19 febbraio, sta per innescare un terremoto politico-amministrativo in Sicilia, riaprendo il dibattito sul limite dei mandati per i primi cittadini.

A lanciare l’allarme e a chiedere un intervento normativo immediato è l’ANCI Sicilia. I vertici dell’Associazione dei Comuni, il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, hanno già trasmesso una richiesta formale ai presidenti della Regione e dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS).

L’obiettivo dell’ANCI è chiaro: adeguare la normativa regionale ai principi dell’ordinamento nazionale, eliminando una disparità che altera l’equilibrio democratico.

«La sentenza della Consulta impone alla Sicilia una scelta chiara: non si può più tergiversare – dichiarano Amenta e Alvano –. Occorre modificare con la massima urgenza anche la norma regionale siciliana, altrettanto incostituzionale, intervenendo immediatamente sulla disciplina dei limiti di mandato dei sindaci».

Come ribadito dalla Corte, le restrizioni al diritto di elettorato passivo non possono essere introdotte con scelte regionali difformi e prive di specifiche giustificazioni, poiché incidono su diritti politici fondamentali.

I limiti attuali in Sicilia

Al centro del mirino c’è l’articolo 3 della legge regionale n. 7/1992, che attualmente prevede limiti preclusivi alla ricandidabilità molto rigidi:

  • Comuni sotto i 5.000 abitanti: tetto massimo di tre mandati consecutivi.

  • Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti: limite di due mandati.

«Questa disciplina – spiegano i vertici dell’ANCI – ha già prodotto effetti penalizzanti, impedendo a sindaci di ricandidarsi come avviene nel resto d’Italia e sottraendo ai cittadini la piena libertà di scelta».

Oltre al tetto dei mandati, i sindaci siciliani puntano il dito anche contro altre disparità normative. L’Associazione esprime infatti forte preoccupazione per la recente norma sui permessi degli amministratori (articolo 1 del disegno di legge “Norme in materia di enti locali”, approvato dall’ARS il 17 febbraio 2026).

Materie sensibili come permessi, indennità ed elettorato, sottolinea l’ANCI, devono essere garantite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza soluzioni estemporanee o variabili sul territorio regionale.

«È una questione di rispetto dei diritti costituzionali e di certezza del diritto. Ci attendiamo che, a questo punto, si intervenga doverosamente e senza ulteriori rinvii», conclude perentorio il presidente Amenta.

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