Aggiornato al 23/12/2025 - 17:20
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Noto, Arriva il ciclone “Grande Sicilia”: il “re” dei siculi è Raffaele Lombardo

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L’ex presidente della Regione lancia la sua nuova creatura. Ecco tutti i retroscena della Convention autonomista.

“Ma quale Ducezio, sono io il re dei siculi”. Non lo ha mai pronunciato ma, vista la storia politica – e per il modo in cui viene acclamato -, lo avrà sicuramente pensato, qualche volta. Il “presidente” Raffaele Lombardo ieri ha acceso i motori della sua fiammante fuoriserie “Grande Sicilia” e lo ha fatto a Noto. Ieri pomeriggio sala Gagliardi, alle spalle della cattedrale, era così piena che il sindaco Parlato, scherzando ma non troppo, ha puntato il dito contro l’organizzazione: “A volte mancano le sedie, altre volte le sale sono troppo piccole – ha chiosato il primo cittadino di Sortino – vi sottovalutate”.

Gli autonomisti siciliani (o siculi?) ripartono dalla capitale del Barocco, e si candidano a governarla, così come tutto il resto della Regione. Il “presidente” ha già fatto salire a bordo Enzo Vinciullo, uno conosciuto dalle parti di palazzo dei Normanni, ma Grande Sicilia vuole il meglio. E Peppe Carta vuole garantirsi la rielezione all’Ars nel 2027. Ed ecco che al tavolo della presidenza oltre al “presidente” c’era anche il presidente (quello della Provincia), Michelangelo Giansiracusa, in odore di candidatura alle elezioni regionali nella lista di GS.

Perché nessuno nasconde che Lombardo vuole due deputati siracusani nel prossimo governo di Centrodestra. Intanto, però, nonostante i rapporti oramai gelidi con l’altro presidente, quello in carica alla Regione, Renato Schifani, potrebbe ottenne un altro di assessore in questa stessa giunta. Si, perché l’ennese Francesco Colianni, tra gli ospiti di ieri sera, non si tocca ma gli autonomisti si auto attribuiscono un peso specifico cosi elevato nel Governo regionale, in base al quale nell’esecutivo potrebbero esprimere anche un altro nome, tipo quello di Peppe Carta, osannatissimo alla Convention netina.

E il padrone di casa (Corrado Figura)? Ducezio a parte, ci sarà un motivo per cui “il presidente” ha scelto il dorato delle pietre barocche per ripartire. A Noto nel 2027 si gioca una partitissima in provincia, una delle più sentite, e Grande Sicilia, che già fa parte dell’amministrazione Figura (con un assessore) ed esprime la guida dell’aula consiliare, vuole giocarsela da protagonista e “ammaliare” il sindaco affinché possa gareggiare con la casacca degli autonomisti. Figura è stato sfuggente, ma non sembra così disinteressato.

A Noto il Centrodestra non è compatto e potrebbe continuare a non esserlo, così il sindaco potrebbe tentare il bis uscendo l’asso dalla manica: il fregio di GS.

Non solo netini. Da ogni angolo di sala Gagliardi spuntavano sindaci (tra cui quello di Siracusa, Francesco Italia), assessori, consiglieri, aspiranti politici provenienti da ogni parte della provincia, ed anche qualche confuso ma, comunque, pur sempre aspirante.

La Convention è andata come doveva andare: pubblico delle grandi occasioni, un  florilegio di interventi scontati, e il discorso passionale  e appassionato sull’autonomia del “presidente”.

Poi il segnale chiaro al Centrodestra: Grande Sicilia esiste ed oltre ad essere “Grande” è anche forte. Ed è partita da Noto, da Corrado Figura e da Ducezio, che di autonomia siciliana, in qualche modo, ne parlò 2 mila 500 anni fa circa. Perchè “il presidente” non lascia nulla al caso.

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