Il presidente del Consorzio di Tutela apprezza l’impegno del ministro per tutelare gli agricoltori europei dalla concorrenza sleale dei prodotti extra UE
“Una svolta per il settore”. A dichiararlo è stato il presidente del consorzio di tutela del pomodoro di Pachino Igp, Sebastiano Fortunato, in riferimento ai negoziati condotti dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, durante l’ultimo Consiglio informale dei ministri UE, per garantire che il principio della reciprocità sulla sicurezza alimentare venga rispettato anche dai produttori extra UE.
«Siamo grati al ministro Lollobrigida – ha dichiarato Fortunato – per l’importante lavoro di tutela svolto a favore degli agricoltori italiani ed europei: questa attenzione rappresenti una svolta per il settore».
Il Consorzio da anni richiama l’attenzione sulla necessità di applicare regole uniformi a tutti i prodotti importati in Europa. La questione riguarda in particolare la tutela degli agricoltori locali dall’incremento delle importazioni extra UE che penalizzano la competitività commerciale del settore ortofrutticolo italiano.
La proposta sulla soglia di importazioni
Il ministro Lollobrigida ha proposto di abbassare la soglia delle importazioni dall’8% al 5%, una misura che secondo Fortunato “sarebbe un risultato importante, che consentirebbe di sospendere accordi come quello del Mercosur qualora determinassero squilibri tali da minacciare la sopravvivenza stessa dei produttori europei”.
La riduzione della soglia rappresenterebbe uno strumento concreto per proteggere il sistema produttivo europeo da flussi di importazione che potrebbero compromettere l’equilibrio del mercato interno. L’accordo con il Mercosur è particolarmente monitorato dai produttori agricoli europei per le potenziali ripercussioni sul settore.
Il presidente del Consorzio ha evidenziato una criticità ricorrente: “Ogni anno abbiamo periodi ricorrenti in cui siamo costretti a vendere il nostro pomodoro sotto il costo di produzione, mentre gli importatori extra UE invadono i nostri mercati con prodotti non allineati dal punto di vista dei protocolli fitosanitari né da quello dei costi della manodopera, in primis quello della retribuzione giornaliera”.
La questione della concorrenza sleale
La denuncia del Consorzio si concentra sulle differenze normative che creano condizioni di concorrenza non equilibrate. I produttori extra UE non sono tenuti a rispettare gli stessi standard fitosanitari imposti agli agricoltori europei, né devono sostenere gli stessi costi per la manodopera.
Questa disparità si traduce in un vantaggio competitivo significativo per i prodotti importati, che possono essere offerti a prezzi più bassi non perché più efficienti, ma perché prodotti con standard normativi e retributivi inferiori. La situazione mette in difficoltà i produttori locali che rispettano tutte le normative europee.
Il pomodoro di Pachino Igp rappresenta un’eccellenza del territorio riconosciuta a livello internazionale. La certificazione IGP garantisce l’origine geografica e il rispetto di disciplinari produttivi rigorosi, elementi che comportano costi che si riflettono sul prezzo finale del prodotto.
Riconoscimento per l’impegno del governo
Fortunato ha concluso esprimendo apprezzamento per l’approccio concreto del governo: “Finalmente abbiamo trovato interlocutori sensibili alle nostre istanze e alle nostre criticità, che hanno dimostrato con fatti concreti di lavorare per il bene dell’agroalimentare italiano, opponendosi alle richieste di tagli significativi della politica agricola comunitaria che avrebbero messo a rischio l’intero sistema produttivo del nostro Paese”.
Il riferimento è ai negoziati in corso a livello europeo sulla Politica Agricola Comune, dove alcuni Paesi membri hanno proposto riduzioni di bilancio che secondo i produttori italiani comprometterebbero la sostenibilità del settore agricolo.










