Scontro su Andrea Iacono tra area Spada e Dugo. Telefonata in diretta Ricupero-Spada con segretario. Gerratana: “Serve unità, ripartiamo con segreteria organizzata”. Fantasmi passato riemergono
E’ più giusto dire che “l’imbarazzo corre sullo smartphone”, piuttosto dell’oramai anacronistico “Il terrore corre sul filo”. Si, perché, c’erano proprio tutti sabato pomeriggio nella sala della pinacoteca comunale: il segretario, Joseph Franzò, la nuova segreteria, i due candidati sconfitti, Turi Borgh e Sonia Dugo, con a seguito le rispettive “anime” del partito, il consigliere comunale, Davide Fronterrè, il segretario provinciale, Piergiorgio Gerratana, lo stesso ex consigliere comunale Emiliano Ricupero e, ospite d’eccezione della serata, non poteva mancare l’imbarazzo. Tanto, imbarazzo. Si, perché quella che apparentemente poteva sembrare una serena assemblea del Pd, la prima del nuovo corso targato Franzò, è diventata la sagra dell’impaccio.
Ma era già tutto previsto, probabilmente, e il risultato di tale imbarazzo, che emerge ancor prima di narrarlo, è che non bastavano 3 “fazioni” tra i democratici, perché ieri è nata una quarta sensibilità. Una parte del gruppo che una volta era identificato con la leadership di Ricupero ha rinnegato il componente della segretaria Andrea Iacono come loro referente. E tutto è partito da una telefonata. Quando Joseph Franzò ha presentato la nuova segreteria (Jo Bottalla, vicesegretario, Saro Ardilio, Enzo Fallisi, Vitaliano Dilorenzo, Andrea Iacono, Peppe Longo, Patrizia Avolese e il consigliere comunale Davide Fronterrè), Sonia Dugo ha tenuto a precisare che Iacono non era considerato il rappresentante dell’area che fa riferimento al deputato regionale democratico, Tiziano Spada. Nello stupore generale, il disappunto di Iacono è stato immediato, che ha difeso la sua vicinanza al parlamentare dell’Ars. Una sorta di braccio di ferro sulla leadership, appunto, tutta locale su chi è più titolato a rappresentare il parlamentare regionale.
Così Emiliano Ricupero si è giocato l’aiuto della “telefonata a casa”: ha chiamato nel bel mezzo dell’assemblea Spada, il quale ha chiesto di colloquiare in diretta col segretario Franzò. Il contenuto della chiamata tra il deputato e il segretario è rimasto secretato.
Nell’imbarazzo, sempre maggiore, qualcuno ha provato a mettere una pietra sopra a quanto accaduto, ma le danze erano già partite. Così sono tornati gli spettri del passato, le scorse elezioni amministrative, l’espulsione di Ricupero dal Pd, e chi più ne ha più ne metta.
Ad ogni modo, gli sforzi di Franzò sono rivolti a mettere tutti assieme. Ma sarà ardua impresa.
«Ho scelto in segreteria Andrea Iacono – ha spiegato Franzò – perché è un membro appartenente all’area Spada e io vorrei instaurare un dialogo il più costruttivo possibile e il più sano possibile. Vorrei cercare di superare quelle che sono state le frizioni del passato cercando di valorizzare il più possibile quello che è il terreno comune tra noi appartenenti allo stesso partito».
Per Piergiorgio Gerratana, la partecipazione all’assemblea cittadina, nonostante gli scontri, comunque è stata vista come un confronto da cui ripartire.
«Ripartiamo finalmente con una segreteria organizzata – ha dichiarato il segretario provinciale del Pd – dove hanno trovato rappresentanza non solo esponenti della vecchia guardia del Partito Democratico ma anche forze fresche, giovani donne che vogliono finalmente dare il proprio contributo ad una realtà che conosciamo benissimo, che si sta imbruttendo per via di un’azione amministrativa portata avanti da un centro-destra che ha le stesse caratteristiche in tutto il nostro territorio. Io ho voluto fortemente essere presente a questa partecipatissima assemblea, i cui tanti iscritti hanno voluto dare il proprio contributo proprio perché c’è bisogno che la comunità democratica ricominci a riunirsi, a confrontarsi e ad essere fucina di idee e di progetti nuovi per la città e ovviamente anche per la zona sud e per tutta la provincia di Siracusa. C’è bisogno di unità, c’è bisogno di un gruppo dirigente che si assuma la responsabilità della rappresentanza delle proprie comunità e soltanto con un passo diverso come quello che ho visto oggi a Pachino noi possiamo realizzare tutto questo».
Finché c’è Pd, c’è speranza: quella di poter vedere nascere anche un quinto gruppo di chi la “pensa diversamente” nello stesso partito. Ad ogni modo, sembra tutto in linea con le dinamiche regionali e nazionali dei democratici.









