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Dati impietosi

PNRR, la Sicilia resta all’ultimo posto: mancano 1,8 miliardi. Siracusa la provincia con più ritardi

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L’allarme nel nuovo rapporto ASviS su Agenda 2030: undici indicatori su quattordici sotto la media nazionale. Dispersione idrica oltre il 50% e record di abbandono scolastico. Focus locale: territorio aretuseo “maglia nera” dell’Isola

Una pioggia di miliardi che, da sola, non basterà a risollevare le sorti dell’Isola. È una “fotografia” a tinte fosche quella che “l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) scatta alla Sicilia nel suo Rapporto sull’impatto del PNRR”, un documento presentato al CNEL che analizza “con precisione chirurgica la distanza tra i soldi investiti e i risultati ottenuti”.

Nonostante una dote finanziaria di 10,4 miliardi di euro (che sfiora i 15 miliardi contando i cofinanziamenti), l’Isola si ritrova con ben undici indicatori su quattordici ben al di sotto della media nazionale.

I fondi del Piano si sono concentrati su infrastrutture (2,6 miliardi), energia (2,2 miliardi) e città sostenibili. Eppure, secondo le impietose proiezioni dell’ASviS, “solo le Case della Comunità centreranno l’obiettivo prefissato”. Per tutti gli altri traguardi fondamentali (ospedali di comunità, assistenza domiciliare, asili nido e centri per l’impiego), i fondi stanziati si rivelano insufficienti.

A pesare sono i gravissimi gap strutturali:

  • Scuola: Il “tasso di abbandono scolastico è il più alto d’Italia”. Più di un ragazzo su cinque lascia gli studi e, anche a PNRR concluso, la Sicilia rimarrà al “9% di distanza dall’obiettivo europeo”.

  • Acqua: Le infrastrutture colabrodo peggiorano, con una “dispersione idrica [che] supera il 50% dell’acqua immessa in rete”.

  • Lavoro: Si registra il tasso di occupazione più basso del Paese, accompagnato da una quota altissima di giovani NEET (che non studiano e non lavorano).

La “sintesi numerica è impietosa”. L’ASviS certifica che le risorse attuali non bastano a colmare le lacune storiche siciliane. Nello specifico, per raggiungere tutti i Goal entro il 2030, servono in totale 1,8 miliardi di euro aggiuntivi (pari al 12% dell’intero investimento già messo in campo). Entrando nel dettaglio dei settori in deficit:

  • Mancano all’appello ben 606 milioni di euro soltanto per arginare la piaga dell’abbandono scolastico.

  • Servono ulteriori 238 milioni di euro per portare gli ospedali di comunità al rapporto ottimale con la popolazione.

Siracusa maglia nera dell’Isola

Scendendo nel dettaglio provinciale, le differenze interne alla Sicilia sono molto marcate. Se Catania e Caltanissetta mostrano i segnali di reazione migliori e Messina risulta la provincia con meno casi di “netto ritardo”, il dato più preoccupante riguarda proprio il nostro territorio.

Il report, infatti, individua in “Siracusa il più alto numero di Goal in deficit — ben sette”, posizionandola di fatto come la provincia che fatica maggiormente a tenere il passo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il verdetto finale dell’ASviS è chiaro: le risorse del PNRR sono inedite e massicce, ma per spostare gli equilibri storici della Sicilia “no, non [bastano] da soli”.

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