Il Consiglio comunale vota all’unanimità il risanamento finanziario per un debito di 10 milioni di euro accumulato in dieci anni
La politica ha detto “ok”, adesso tocca al Governo nazionale e alla Corte dei conti. Ma, sostanzialmente, si parte. Ieri sera il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il piano di riequilibrio finanziario pluriennale 2025-2044, evitando così il dissesto dell’ente. La decisione, che coinvolge maggioranza e opposizione, punta a risanare una situazione debitoria di 10 milioni di euro accumulata nelle amministrazioni precedenti.
Il piano, che avrà una durata ventennale, prevede misure straordinarie e strutturali per il recupero dei tributi non riscossi e il pagamento graduale dei debiti fuori bilancio.
L’intervento dell’esperto
Carmelo Lorefice, consulente incaricato dal sindaco Rachele Rocca, ha illustrato in aula la portata del piano. “Questo piano di riequilibrio è credibile, sostenibile e realistico. La scelta era tra questo strumento e il dissesto, che sarebbe stato devastante per Portopalo”, ha spiegato l’esperto, sottolineando come nei primi tre anni siano stati stanziati oltre un milione di euro annui per i debiti fuori bilancio.
Fondamentale è stato il lavoro di accordo con i creditori, che ha permesso un risparmio di circa 1,6 milioni di euro. “Gli accordi con i creditori hanno consentito di risparmiare all’ente una cifra importante per un comune come Portopalo”, ha dichiarato Lorefice, precisando che i pagamenti partiranno già dal 2026.
Il piano prevede che ogni sei mesi venga trasmesso un monitoraggio alla Corte dei Conti e alla commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. “Il comune di Portopalo verrà controllato ogni 6 mesi sul raggiungimento degli obiettivi”, ha avvertito l’esperto.
Le parole del sindaco
Il sindaco Rachele Rocca ha sottolineato la portata storica della decisione. “Oggi vogliamo tracciare una linea di demarcazione netta con il passato guardando ovviamente fiduciosi verso un futuro che ci riserverà però grandi sacrifici”, ha affermato il primo cittadino. “Le difficoltà di tipo economico che il nostro comune oggi sta vivendo sono note a tutti, le abbiamo individuate senza timore di alcuna contraddizione da qualsivoglia parte politica”.
Rocca ha evidenziato come la scelta del piano di riequilibrio, più complessa rispetto al dissesto, permetta all’amministrazione di mantenere il controllo della gestione. “La strada più facile era il dissesto finanziario, ma abbiamo deciso di mettere al primo posto i cittadini e il nostro ente”, ha dichiarato con fermezza.
I consiglieri, il vicesindaco e i numeri del disastro
Tutti i consiglieri comunali, o quasi, hanno preso parte al dibattito, analizzando la situazione e spiegando la scelta del voto favorevole.
Il vicesindaco Corrado Lentinello, consigliere ma anche e soprattutto assessore a Bilancio e Tributi, ha presentato un’analisi dettagliata della situazione debitoria, suddivisa per amministrazioni. Secondo i dati illustrati, l’amministrazione Mirarchi ha accumulato il 66% del totale dei debiti fuori bilancio, pari a 6,5 milioni di euro in soli quattro anni, mentre l’amministrazione Montoneri ha contribuito con il 20,4% per 2 milioni di euro.
“Per 10 anni si è andati nelle case dei portopalesi dicendo “non ti preoccupare, non pagare”, ha denunciato Lentinello, indicando questa pratica come una delle cause principali del disastro finanziario. Il comune vanta oggi 13 milioni di euro di tributi non riscossi.
Lentinello ha rivelato che l’amministrazione attuale ha prodotto solo 1.600 euro di debiti fuori bilancio in due anni e mezzo, corrispondenti allo 0,016% del totale. “Questa è la differenza tra il passato e il presente”, ha sottolineato.
Il voto unanime
Particolarmente significativo è stato il voto favorevole dell’opposizione. La consigliera Loredana Baldo ha spiegato le ragioni della scelta. “Siamo tutti uniti per risanare questo paese, per non cadere nel dissesto, per non tassare ancora più i cittadini”.
Le misure previste
Il piano di riequilibrio si basa principalmente sul recupero dei tributi. Nei prossimi anni verranno emessi avvisi di accertamento per due annualità consecutive, con possibilità di rateizzazione per i cittadini. La capacità di riscossione ordinaria attuale è ferma al 19%, con solo due portopalesi su dieci che pagano regolarmente acqua e spazzatura.
Altre misure includono l’aumento della tassa di soggiorno da 1,50 a 2,50 euro, l’adeguamento del canone unico di occupazione del suolo pubblico e la regolarizzazione delle 235 strutture ricettive censite contro le sole 34 attualmente paganti. Non è esclusa la vendita di alcuni beni patrimoniali, come terreni edificabili e la casa cantoniera.
Il piano verrà ora trasmesso entro dieci giorni alla commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti per l’approvazione definitiva, attesa entro un anno.




