Aggiornato al 01/06/2026 - 18:21
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Prevenzione sanitaria in Sicilia, piano di sorveglianza contro il rischio Ebola

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La Regione recepisce le direttive del Ministero e struttura la rete d’emergenza h24. L’assessore Marcello Caruso: «Nessun allarme, ma il livello di attenzione è alto e abbiamo dato seguito alle indicazioni»

La Regione Siciliana si sta ufficialmente attrezzando per affrontare in maniera unitaria e coerente le procedure di sorveglianza epidemiologica e di assistenza medica in caso di potenziale rischio Ebola (legato in particolare al ceppo virus Bundibugyo).

Il piano straordinario recepisce le linee guida previste per l’intero territorio nazionale dall’ordinanza di urgenza emanata dal Ministero della Salute venerdì scorso.

I vertici dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino hanno voluto rassicurare la popolazione sulla natura puramente preventiva e organizzativa del provvedimento.

«Riteniamo di dover porre il massimo impegno nell’affrontare in maniera coordinata e professionale un eventuale rischio Ebola sul nostro territorio – ha evidenziato con fermezza l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso –. In questo momento non c’è alcun tipo di allarme in Italia e in Sicilia, ma il livello di attenzione resta comprensibilmente alto. Abbiamo preso parte attiva a una cabina di regia e riunione tecnica indetta dal Ministero della Salute e dal Ministero degli Interni insieme a tutte le altre Regioni. Abbiamo dato immediato seguito alle indicazioni fornite per farci trovare pronti a ogni tipo di evenienza».

In base alle nuove disposizioni, l’eventuale gestione clinica e logistica di casi sospetti o accertati sarà interamente a carico del Servizio sanitario regionale.

Il protocollo fissa una precisa e rigorosa filiera di trasmissione delle informazioni:

  • Il primo contatto: le segnalazioni d’emergenza dovranno pervenire al dipartimento di Prevenzione (nello specifico all’Unità operativa complessa di Epidemiologia) delle singole Asp territoriali, attive h24;

  • Il passaggio regionale: le aziende sanitarie provinciali trasmetteranno in tempo reale i dati sensibili al Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) dell’assessorato siciliano;

  • Il canale ministeriale: i report verranno inoltrati in contemporanea direttamente agli uffici del Ministero della Salute a Roma.

Il Dasoe, guidato dal dirigente generale Giacomo Scalzo, è chiamato a garantire un servizio di reperibilità istituzionale continuo per le intere 24 ore, inclusi i giorni festivi. Sul fronte prettamente scientifico, l’Amministrazione ha già individuato e nominato il referente unico regionale: l’incarico è stato affidato al professore Antonio Cascio, stimato direttore dell’Uoc Malattie infettive e tropicali del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo.

La rete di sicurezza siciliana si raccorderà costantemente con le strutture centrali dello Stato. Per l’intera macro-area del Meridione d’Italia, l’istituto di riferimento nazionale per la gestione delle febbri emorragiche rimane l’ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il nosocomio capitolino resterà attivo in modalità h24 per fornire consulenze specialistiche mediche, per l’analisi immediata dei campioni biologici, per la diagnostica avanzata di laboratorio e per l’eventuale ricovero dei pazienti in regime di biocontenimento isolato.

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