Aggiornato al 31/03/2026 - 19:10
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Regione, via libera al bilancio e sblocco delle assunzioni: ma è scontro sui precari e sul “buco” Ast

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Schifani esulta per i “conti sempre più solidi” e annuncia l’ingresso di nuova linfa. Il nodo degli Asu per i siti culturali siracusani e le accuse del PD sulle partecipate in rosso

Fumata bianca, non senza polemiche infuocate, all’Assemblea Regionale Siciliana. L’Aula ha approvato nelle scorse ore la legge di variazione di bilancio e il bilancio consolidato relativo all’esercizio 2024. Un passaggio burocratico cruciale che sblocca di fatto le assunzioni in Regione e nelle società partecipate, con ricadute dirette e pesanti anche sull’economia, sui servizi e sul turismo in tutta l’Isola.

Se da un lato il Governo regionale canta vittoria per la solidità dei conti, dall’altro l’opposizione va all’attacco denunciando ritardi, dati parziali e una gestione drammatica di enti chiave per il nostro territorio come l’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) e i Consorzi di Bonifica.

A tracciare il bilancio positivo della manovra è il presidente della Regione, Renato Schifani, affiancato dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. La variazione permetterà il recupero di 1,8 miliardi di euro dal Fondo anticipazione di liquidità.

“I conti della Regione sono sempre più solidi – afferma il governatore Schifani –. Poniamo le basi per un ulteriore miglioramento dell’avanzo di amministrazione e, con il via libera al consolidato, consentiamo l’ingresso di nuova linfa nell’amministrazione, dicendo addio a un’ulteriore pagina di precariato storico”.

Nello specifico, il piano di sblocco delle assunzioni e stabilizzazioni prevede:

  • 50 assunzioni per scorrimento delle graduatorie dei bandi di ricambio generazionale.

  • 47 nuove immissioni dal concorso per funzionari nel profilo economico-finanziario.

  • 16 assunzioni per funzionari nel controllo di gestione.

  • 259 lavoratori Asu che verranno finalmente stabilizzati presso la Servizi Ausiliari Sicilia.

Proprio il capitolo dei 259 lavoratori Asu è quello che tocca più da vicino la provincia aretusea. Si tratta, infatti, del personale storico impiegato nei Beni Culturali, senza il quale i musei, i parchi archeologici (come la Neapolis) e i siti storici del siracusano non potrebbero garantire le aperture quotidiane.

A rivendicare il risultato è la deputata regionale Marianna Caronia (Noi Moderati): “Adesso si può procedere concretamente con le assunzioni degli ex Asu, ponendo fine a una lunga stagione di incertezze dopo 30 anni di precariato. Parliamo di persone che assicurano ogni giorno l’apertura di musei e siti culturali. Il termine ultimo per la firma del contratto a tempo indeterminato a 36 ore resta fissato al 30 aprile. Vigilerò affinché i tempi siano mantenuti, i lavoratori non possono più pagare il prezzo di inefficienze”.

Di tutt’altro avviso è l’opposizione all’Ars. Il vicepresidente del gruppo PD, Mario Giambona, bolla il documento come “non veritiero” e attacca frontalmente il governo di centrodestra per aver approvato il bilancio con oltre sei mesi di ritardo.

Il quadro tracciato dai dem è a tinte fosche: un disavanzo di circa 91 milioni di euro e ben 39 società partecipate in perdita. Un allarme che a Siracusa risuona forte e chiaro, specialmente per due vertenze che stanno tenendo con il fiato sospeso centinaia di famiglie siracusane.

  • Il disastro Ast: Giambona punta il dito contro l’Azienda Siciliana Trasporti (il cui deposito siracusano è da settimane al centro di feroci proteste sindacali per il destino dei lavoratori interinali). “L’Ast continua a perdere circa un milione di euro al mese per il noleggio dei mezzi, invece di valorizzare il proprio personale. Una scelta che mette a rischio posti di lavoro”.

  • I Consorzi di Bonifica: Altro nervo scoperto per l’economia agricola locale. “I consorzi restano senza le stabilizzazioni promesse” denuncia il deputato PD, sottolineando come molte realtà continuino a sfuggire al perimetro della rendicontazione regionale.

Il dibattito all’Ars si chiude dunque con una profonda spaccatura: per la maggioranza si tratta di un bilancio che accresce il patrimonio netto della Sicilia di 3,1 miliardi di euro; per le opposizioni, una rappresentazione “artificiosamente positiva” che maschera l’incapacità di gestire le vere crisi industriali e occupazionali dell’Isola.

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