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Riconversione Versalis a Priolo, CGIL: “Trasparenza su appalti e imprese locali”

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Il settore Industria del sindacato contesta i toni trionfalistici della Regione e chiede garanzie: “Basta alibi sulle competenze del territorio per favorire aziende esterne”

Le notizie di avanzamento del piano di riconversione di Versalis nei siti di Priolo Gargallo e Ragusa non bastano a rassicurare il mondo del lavoro siracusano. Il settore Industria della CGIL di Siracusa ha espresso forti perplessità riguardo all’effettivo coinvolgimento delle aziende locali e delle maestranze dell’indotto storico nelle nuove filiere operative.

Secondo il sindacato, il rischio concreto è che si ripeta lo schema già visto durante le fasi di decommissioning degli impianti di cracking, quando molte commesse vennero affidate ad aziende esterne a scapito delle realtà produttive del territorio.

La CGIL respinge con fermezza la tesi secondo cui nel comparto siracusano mancherebbero figure professionali specializzate per cantierizzare la transizione energetica. L’organizzazione ricorda le eccellenze maturate tra la manutenzione industriale, la carpenteria e la saldatura ad altissima precisione, fino ai grandi traguardi dell’area attrezzata di Punta Cugno e dell’esperienza eolica con la SITECO:

«Non si può prima disperdere un patrimonio di competenze costruito in oltre cinquant’anni di storia industriale e poi sostenere che il problema sia la mancanza di professionalità locali. La narrazione sulla carenza di profili rischia di trasformarsi nell’alibi per favorire imprese provenienti da altri territori. Se alcune figure mancano, è perché sono state costrette a emigrare dopo anni di contrazione degli investimenti». — Settore Industria CGIL Siracusa

Per evitare che la transizione ecologica si converta nell’impoverimento economico e sociale dell’area industriale di Priolo, il sindacato sollecita l’apertura immediata di un tavolo di confronto presso il Ministero con i vertici di Eni Versalis.

Tra i punti fermi richiesti figurano la pubblicazione dei criteri di selezione delle ditte, la quota di contratti riservata alle aziende siracusane e il monitoraggio costante dell’occupazione per i lavoratori diretti e indiretti.

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