La dimora storica partecipa alla quarta edizione di Coltiviamo la Cultura con degustazioni e visite per celebrare il legame tra patrimonio culturale e tradizione vitivinicola
Le Cantine Pupillo di Siracusa apriranno le porte al pubblico domenica 9 novembre in occasione di “Coltiviamo la Cultura – Festa dell’Agricoltura nelle Dimore Storiche”, iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane per celebrare il legame tra cultura, agricoltura e territorio in occasione della Giornata Nazionale dell’Agricoltura.
La dimora storica siracusana è una delle due realtà siciliane che partecipano alla quarta edizione dell’evento, insieme al Giardino di Palazzo Castelnuovo di Palermo. L’iniziativa coinvolge complessivamente oltre 50 dimore storiche in 14 regioni italiane, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire come le antiche residenze siano oggi anche motori di sviluppo sostenibile per i territori agricoli.
Le Cantine Pupillo rappresentano un esempio di come il patrimonio storico e architettonico possa integrarsi con la vocazione produttiva del territorio siracusano, dove la tradizione vitivinicola affonda radici profonde. Durante la giornata, i visitatori potranno partecipare a degustazioni, laboratori e visite guidate che raccontano la storia della dimora e la sua connessione con il mondo agricolo e artigianale locale.
L’Associazione Dimore Storiche Italiane ha evidenziato come il legame tra vitivinicoltura ed enoturismo si confermi trainante per queste realtà. Secondo i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, il cento per cento delle dimore con produzione di vino offre percorsi degustativi e l’ottantacinque per cento ha registrato nell’ultimo anno un aumento delle visite.
“Con Coltiviamo la Cultura vogliamo ricordare che la dimora storica non è solo un luogo di memoria, ma una realtà viva che genera valore per il territorio”, ha dichiarato Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. “Le nostre dimore sono testimonianze di bellezza e di storia, ma anche motori di economia sostenibile con ricadute occupazionali e benefici concreti per le comunità locali”.







