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Siracusa, La Catacomba e la Cattedrale si potranno visitare con la realtà virtuale

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Innovazione tecnologica per il turismo culturale siciliano: visori VR per esplorare il Tempio di Atena e le prime comunità cristiane. Progetto di Kairós, WAY e Erga

Una fruizione diversa, immersiva: un salto nel tempo grazie alla realtà virtuale attraversando migliaia di anni di storia. Grazie alla tecnologia di realtà virtuale (VR), sarà possibile da oggi esplorare ricostruzioni dettagliate degli ambienti originari della Cattedrale di Siracusa e comprendere al meglio la vita e i riti della comunità cristiana dei primi secoli nella Catacomba di San Giovanni.

Il progetto è stato presentato da Salvatore Sparatore di Erga; Loredana Pitruzzello di Kairos; Marco Pizzoni di Way.     
Le antiche colonne doriche del Tempio di Atena, integrate nella struttura attuale, sorreggono oggi uno degli edifici religiosi più affascinanti, sintesi di stili greci, bizantini, normanni e barocchi.

La Catacomba di San Giovanni è un labirinto di gallerie, arcosoli e rotonde monumentali, testimonia la forza del primo cristianesimo in Sicilia. Tombe riccamente decorate, affreschi come quello della Vergine siracusana incoronata da Cristo, e monumentali cisterne trasformate in cappelle, tra cui la Rotonda di Adelfia e il Cubicolo di Papa Eusebio.

Il progetto è frutto della collaborazione tra Kairós, impresa culturale che da anni promuove esperienze originali nel cuore della storia siracusana, WAY, azienda specializzata in narrazione immersiva e tecnologie digitali applicate al patrimonio culturale, e Erga, che da anni progetta esperienza tuniche di viaggio sul territorio italiano. “La virtual reality utilizzata per migliorare la fruizione dei Beni Culturali – ha spiegato il prof. Salvatore Sparatore -. Partendo dall’esperienza di Way nell’ambito della virtual reality e di Kairos nell’ambito della gestione e promozione dei Beni culturali, si è voluto implementare questa nuova tecnologia nel territorio siracusano. Abbiamo l’obiettivo di ricostruire la vita dei cristiani in relazione alle catacombe, all’aspetto religioso e spirituale nella cattedrale e quello sociale nell’area archeologica di epoca greco-romana, utilizzando le nuove tecnologie immersive come la Realtà Virtuale, che attraggono un pubblico sempre più ampio e in particolare i giovani. Ormai da qualche anno si è diffuso l’uso di visori e sale immersive, ma è l’approccio dettato dai contenuti e l’obiettivo di riflessione anche spirituale che si vuole raggiungere che ci contraddistingue.

Per la Catacomba di San Giovanni e la Cattedrale, che sono il fiore all’occhiello del patrimonio culturale e spirituale della nostra Arcidiocesi, si è voluto sfruttare le enormi possibilità dettate dalla virtual reality ma senza abbandonare la strada dell’approccio catechetico. Con la salvaguardia, promozione e valorizzazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, attraverso una “via della bellezza” riscoperta, l’iniziativa intende offrire una ulteriore opportunità di contemplazione e arricchimento anche spirituale, come suggerito dal Santo Padre in occasione di questo Giubileo. L’obiettivo che abbiamo sempre avuto nel nostro approccio ai Beni culturali Ecclesiastici è di tipo catechetico.

Parafrasando un concetto espresso da Hubert Jedin, la storia ecclesiastica e dei suoi beni culturali non è il museo della antichità della Chiesa, ma è l’interpretazione che la Chiesa dà di se stessa e quindi è parte integrante della ecclesiologia”. “Per la Cattedrale di Siracusa ci siamo affidati alle parole di Cicerone e Ateneo, che nei loro testi descrivono il magnifico Tempio di Atena con dovizia di particolari – ha detto la prof.ssa Loredana Pitruzzello -. La loro narrazione dettagliata degli elementi decorativi ci ha guidati nell’immaginare come dovesse apparire questo luogo straordinario, e come la città potesse essersi sviluppata intorno a lui. Abbiamo fatto un passo indietro e immaginato anche già dall’epoca arcaica, quando tutto iniziò con l’Oikos. Vedere i dettagli prendere forma è stato entusiasmante, ma la vera sorpresa è arrivata quando ho indossato per la prima volta il visore: mi sono trovata letteralmente dentro il Tempio di Atena. È stato un momento davvero emozionante, quasi come se quel colosso davanti a me fosse reale. Seguendo gli studi di  Paolo Orsi e agli storici della chiesa locale, abbiamo ricostruito le diverse fasi che portarono alla trasformazione da tempio pagano a chiesa bizantina, fino alla forma attuale. Una sezione speciale è stata dedicata alla festa di Santa Lucia: volevamo offrire anche a chi non può essere presente dal vivo la possibilità di rivivere quei momenti solenni e profondamente identitari per la città. Per la Basilica di San Giovanni, che è considerata la prima cattedrale di Siracusa, avevamo meno fonti scritte, ma ci siamo lasciati guidare dall’architettura esistente. Abbiamo provato a restituire l’atmosfera che si doveva respirare lì dentro: le colonne, le aperture, la luce che filtrava, la sensazione di sacralità.

Per la Catacomba, l’intento era quello di restituire la spiritualità delle prime comunità cristiane. Abbiamo approfondito lo studio delle pratiche funerarie e dei simboli incisi sulle pareti, facendoci guidare dagli studi di Cavallari sul sarcofago di Adelfia, a da quelli di Paolo Orsi per il rito del refrigerium, abbiamo provato restituire un’esperienza che fosse insieme evocativa, educativa ed emotivamente coinvolgente”. “La missione di Way Experience è quella di innovare l’esperienza di visita dei luoghi della cultura attraverso l’utilizzo delle tecnologie Vr e dello storytelling immersivo – ha detto Marco Pizzoni -. Il nostro obiettivo è quello di cambiare i linguaggi con il quale viene raccontata la storia e la cultura creando veri e propri viaggi nel tempo nei quali i visitatori possano conoscere ed emozionarsi allo stesso tempo! La VR è ad oggi il più potente strumento di divulgazione che ha l’uomo e siamo orgogliosi di aver lavorato insieme a Kairos ed Erga per portare questa innovazione a Siracusa in due dei luoghi più importanti della città: la Catacomba di San Giovanni e la Cattedrale di Ortigia. Sono luoghi di straordinaria bellezza e da oggi grazie ai nuovi contenuti VR la loro storia potrà essere scoperta e apprezzata in una modalità ancora più coinvolgente e inclusiva. Per la prima volta al mondo portiamo questa innovazione in una catacomba”.

 

Complesso di San Giovanni; alla scoperta della prima Cattedrale di Siracusa e del cimitero cristiano più grande della città

Da oggi, la Catacomba di San Giovanni si arricchisce di una nuova dimensione: quella del racconto virtuale. Grazie ai visori 3D, i visitatori saranno guidati in un’esperienza immersiva che intreccia storia, emozione e tecnologia. Il percorso si apre in uno dei luoghi più iconici di Siracusa: la Basilica di San Giovanni Evangelista, oggi affascinante chiesa a cielo aperto, e ci conduce in una ricostruzione suggestiva del suo aspetto originario.
Un tuffo nel tempo che ci riporta a un’epoca in cui questa basilica, punto di riferimento per la comunità cristiana delle origini, si mostrava in tutto il suo splendore. L’esperienza ci accompagna idealmente tra le sue navate, nel tentativo di immaginare com’era, restituendole una voce, una forma e una memoria viva. Il viaggio prosegue nelle profondità della catacomba, tra le gallerie scavate nella roccia, i simboli della fede cristiana primitiva e le testimonianze di un culto antico e silenzioso, ancora oggi capace di parlarci.

Cattedrale di Siracusa: da tempio a Cattedrale

Da oggi, la Cattedrale di Siracusa apre le porte a un’esperienza nuova, coinvolgente e profondamente immersiva. Grazie alla realtà virtuale, i visitatori potranno compiere un salto nel tempo e attraversare oltre duemilacinquecento anni di storia: dalle origini arcaiche dell’Oikos greco, cuore spirituale della Siracusa antica, fino al grandioso tempio di Atena che ne ha segnato la monumentalità classica. E poi ancora, le trasformazioni bizantine, normanne, barocche fino alla chiesa che oggi conosciamo. Indossando i visori 3D, ci si ritrova all’interno di architetture scomparse, si osservano dettagli restituiti grazie alla ricerca storica e alla tecnologia, si cammina tra colonne, archi e altari che il tempo ha mutato ma non cancellato.

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