Aggiornato al 10/03/2026 - 12:58
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Vigili del Fuoco di Siracusa, la “nuova” sede è a metà: la protesta dei sindacati

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A 30 anni dal progetto originario manca ancora il secondo edificio: personale ammassato, autorimessa insufficiente e Sala Operativa incompleta. L’appello: “Sbloccare i 5 milioni della Regione per finire i lavori”

Una sede nuova solo sulla carta, ma che nei fatti si rivela un’incompiuta logistica che rischia di penalizzare chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini. A lanciare l’allarme sulle condizioni del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa è un fronte sindacale unito (CO.NA.PO, FNS CISL, UIL PA VVF, CONFSAL VVF), che denuncia le gravi carenze strutturali dell’immobile.

Nonostante le inaugurazioni ufficiali del passato, i rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro una situazione insostenibile: l’infrastruttura, finanziata originariamente con i fondi per la ricostruzione post-sisma del 1990, è di fatto dimezzata.

Il problema alla radice è storico: “A oltre trent’anni dall’avvio dell’iter progettuale, tuttavia, l’infrastruttura risulta realizzata solo parzialmente rispetto al progetto originario”. Il piano iniziale prevedeva infatti due corpi di fabbrica, ma solo uno ha visto la luce.

Questo deficit ha generato un effetto a catena disastroso, “determinando la necessità di concentrare tutte le funzioni operative, amministrative e logistiche in un’unica ala della struttura”.

L’elenco delle mancanze stilato dai sindacati fotografa una quotidianità lavorativa estremamente difficile per i pompieri siracusani:

  • Garage troppo piccolo: L’autorimessa ha “dimensioni insufficienti, in grado di ospitare soltanto un numero molto limitato di mezzi pesanti (circa tre)”, un numero inadeguato per il vasto parco automezzi del Comando.

  • Emergenze a rischio: Risulta gravissimo il fatto che la “Sala Operativa non ancora pienamente completata”, essendo il cuore pulsante del coordinamento per il soccorso tecnico urgente.

  • Logistica assente: Mancano spazi adeguati per gli archivi e i magazzini destinati allo stoccaggio dei dispositivi di protezione individuali (DPI).

  • Sovraffollamento: Il locale mensa risulta insufficiente in caso di raddoppio dei turni per emergenze e mancano gli uffici per i funzionari, costringendo il personale amministrativo a lavorare in postazioni non idonee.

  • Impianti base: Si registrano persino mancanze basilari, tra cui “l’allaccio alla rete del gas e l’arredamento di base di diversi uffici”.

La frustrazione sindacale è acuita dal fatto che i soldi per completare l’opera ci sarebbero. Nel febbraio 2023, infatti, l’Assemblea Regionale Siciliana “ha approvato un apposito emendamento che ha stanziato circa 5 milioni di euro finalizzati al completamento dell’opera”. Eppure, le procedure per la realizzazione del secondo edificio non sono mai partite.

I sindacati ci tengono a precisare che la colpa non è della dirigenza locale né tantomeno dei pompieri, che ogni giorno garantiscono il servizio “con professionalità, spirito di sacrificio e senso dello Stato”.

Da qui la richiesta perentoria alle istituzioni e alla politica: serve un “intervento concreto e tempestivo volto al completamento del secondo corpo di fabbrica”, unica via per garantire standard di sicurezza adeguati a Siracusa.

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