Aggiornato al 27/03/2026 - 16:39
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Guardia di Finanza

Messina, Bonus edilizi e ecobonus mai utilizzati: sequestrati oltre 810 mila euro

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I finanzieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito un sequestro di 810 mila euro nei confronti di due persone e una società cooperativa, accusati di aver incassato agevolazioni fiscali per lavori di efficientamento energetico mai eseguiti

La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito il 27 marzo 2026 un sequestro preventivo di oltre 810 mila euro nei confronti di due persone fisiche e di una società cooperativa sociale da loro amministrata. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica, riguarda un’indagine condotta dalla Compagnia di Milazzo su presunte frodi nel settore dei bonus edilizi, dell’ecobonus e del sismabonus. Agli indagati sono contestati i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di autoriciclaggio.

Le indagini sono partite da movimentazioni finanziarie sospette: i due indagati avevano dirottato somme di denaro verso conti correnti intestati alla cooperativa sociale a loro riconducibile, attiva nel settore dell’assistenza ad anziani e disabili. Risalendo l’origine di quei flussi, i finanzieri hanno accertato che il denaro proveniva da un istituto bancario che aveva monetizzato, a loro favore, crediti fiscali ceduti attraverso la piattaforma della cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate e riconducibili a interventi di efficientamento energetico, consolidamento antisismico e recupero delle facciate.

Il problema è che quei lavori non erano mai stati realizzati. Nessun appalto era stato assegnato a imprese edili, nessuna fattura era mai stata emessa a fronte degli importi autodichiarati nelle richieste inviate telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le verifiche hanno portato alla luce ulteriori irregolarità: uno degli indagati aveva indicato dati catastali del tutto inesistenti, mentre l’altro non aveva mai avuto alcun titolo sull’immobile indicato come oggetto degli interventi né aveva mai comunicato l’avvio dei lavori agli uffici comunali competenti.

Nel corso delle indagini è emerso anche che uno dei due soggetti, nel periodo in cui stava incassando i crediti fiscali, percepiva il Reddito di Cittadinanza.

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