Aveva 87 anni ed era recluso nel carcere milanese di Opera in regime di massima sorveglianza. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso.
Nitto Santapaola, considerato per decenni uno dei personaggi più influenti della mafia siciliana e figura dominante della criminalità organizzata catanese, è morto lunedì 2 marzo nel carcere milanese di Opera, dove si trovava in regime di 41 bis. Aveva 87 anni.
La notizia è emersa ieri in serata. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sul corpo per stabilire con certezza le cause della morte e verificare l’assenza di eventuali responsabilità esterne.
Santapaola era rimasto latitante per undici anni, uno dei periodi di clandestinità più lunghi nella storia della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Fu catturato all’alba del 18 maggio 1993 in un casolare di Mazzarrone, nel Catanese, al termine di una delle operazioni più attese dalle forze dell’ordine e dalla magistratura dell’epoca. Da quel momento non lasciò più il carcere, trascorrendo la lunga detenzione sotto il regime previsto per i condannati ritenuti in grado di mantenere contatti con le organizzazioni criminali anche dall’interno delle strutture penitenziarie.
La sua parabola criminale si era intrecciata con alcune delle stagioni più violente di Cosa Nostra, tra stragi, guerre interne e omicidi eccellenti che avevano segnato il Mezzogiorno tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta.









