Sud Chiama Nord lancia la sfida: “Servono 36 firme per mandare tutti a casa. Anche il centrosinistra si schieri”
I deputati di Sud Chiama Nord, guidati dal leader Cateno De Luca, hanno ufficialmente firmato le proprie dimissioni dall’Assemblea Regionale Siciliana.
L’obiettivo dichiarato è provocare la caduta anticipata del Governo Schifani attraverso l’applicazione dell’articolo 8 bis dello Statuto Speciale, che prevede lo scioglimento dell’aula in caso di dimissioni contemporanee della metà più uno dei componenti (36 deputati su 70).
Durante una conferenza stampa infuocata a Palermo, De Luca, insieme ai deputati Matteo Sciotto e Giuseppe Lombardo, ha depositato le prime tre sigle, lanciando un guanto di sfida a tutta l’opposizione e ai “franchi tiratori” della maggioranza.
«Siamo nel pieno di un “vannamarchismo” politico, dove vince chi si vende meglio – ha attaccato duramente De Luca –. Il mio obiettivo oggi è far perdere il centrodestra. Entro il 31 luglio dobbiamo raccogliere tutte le 36 firme necessarie. Se il centrosinistra e quella parte di centrodestra stanca di questo sistema vogliono davvero il cambiamento, devono venire allo scoperto».
Il leader di Sud Chiama Nord ha poi spostato il tiro sul piano nazionale, sostenendo che il rapporto tra la Presidenza del Consiglio e la Regione Siciliana sia ormai ai minimi termini. Secondo De Luca, la premier Giorgia Meloni avrebbe “l’interesse di staccare la spina” a una legislatura siciliana segnata da tensioni interne e scandali, aprendo la strada a un voto anticipato che potrebbe ridisegnare gli equilibri nell’Isola.





