Aggiornato al 21/05/2026 - 15:14
siracusapress.it
Rifiuti

Sicilia, Termovalorizzatori: presentati i progetti definitivi

siracusapress.it

condividi news

La Regione presentato i due progetti definitivi degli impianti di trattamento dei rifiuti che sorgeranno a Palermo e Catania, finanziati con 881 milioni di euro e capaci di produrre energia per 174mila famiglie

La Regione Siciliana ha presentato questa mattina a Palazzo d’Orléans i progetti definitivi dei due termovalorizzatori che sorgeranno a Palermo e a Catania. A illustrarli il presidente Renato Schifani, insieme al responsabile unico del procedimento Salvo Cocina, all’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel ruolo di consulente, e al gruppo di progettisti composto dagli ingegneri Marco Cremonesi e Francesco Martino e dall’architetto Claudio Turrini.

Il cronoprogramma prevede l’affidamento dei lavori nella primavera del 2027 e l’inaugurazione dei due impianti entro il 2028. Il costo complessivo è di 881 milioni di euro a base d’asta, finanziati con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Sul piano tecnico, i due impianti avranno una capacità complessiva di smaltimento di 600mila tonnellate all’anno e produrranno circa 469,6 GWh di energia elettrica, equivalenti al fabbisogno annuo di 174mila famiglie. Il 10% di questa energia alimenterà gli impianti stessi, mentre il restante 90% sarà ceduto alla rete, generando introiti che consentiranno di ridurre le tariffe di conferimento per i Comuni e, di conseguenza, la Tari per i cittadini. Il risparmio stimato è di circa 100 milioni di euro all’anno.

Il dato che più distingue gli impianti siciliani nel panorama europeo riguarda le emissioni. Le diossine prodotte saranno il 97% in meno rispetto all’impianto di Bolzano, oggi considerato tra i più efficienti d’Italia, e il 96% in meno rispetto al celebre Copenhill di Copenaghen, fino ad ora punto di riferimento mondiale del settore. Per dare la misura concreta: l’impianto altoatesino rilascia in nove giorni la stessa quantità di diossine che i due siciliani emetteranno nell’arco di un anno.

Altrettanto rilevante la soluzione adottata per il consumo idrico. L’intero fabbisogno dei due impianti sarà coperto esclusivamente da fonti di recupero interno: acque meteoriche, condense di processo e reflui trattati con osmosi inversa. Non verrà effettuato alcun prelievo da falde sotterranee o dall’acquedotto pubblico.

Sul piano architettonico le due strutture seguono logiche diverse, pensate in funzione dei rispettivi contesti. A Palermo, nell’area di Bellolampo, l’edificio sarà realizzato in corten, materiale che richiama i colori della roccia siciliana, con un tetto percorribile e una forma che cerca di integrarsi con il paesaggio circostante. A Catania, in un’area industriale a tre chilometri dal mare, l’impianto è stato concepito come un parco urbano aperto alla cittadinanza, con verde pensile, specchi d’acqua e un centro visitatori, sul modello del Copenhill danese.

Gli impianti si inseriscono nel nuovo Piano regionale dei rifiuti, approvato dalla Commissione europea, che prevede complessivamente nove impianti di selezione e recupero, sette piattaforme per la raccolta differenziata, due biodigestori e altri interventi già finanziati. L’obiettivo dichiarato è portare la Sicilia al 65% di recupero di materia e ridurre al 10% il conferimento in discarica, chiudendo definitivamente la dipendenza dai trasferimenti di rifiuti verso il Nord Italia e l’estero, che oggi costano circa 380 euro per tonnellata, tre volte la media nazionale.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni