L’ex Chiesa di Sant’Agata, in via R. Trigona, aprirà ufficialmente le porte Venerdi 23 Giugno alle ore 19.
Diventerà una boutique d’alta moda che sarà denominata “Santhagata”, per richiamare il nome latino della chiesa, conciliando la moda con l’arte e la cultura. Un concept store che si focalizzerà sul lifestyle, con spazio all’abbigliamento, ai profumi, ai cappelli e ai libri.
“L’Amministrazione nell’ottica di valorizzazione – afferma il Sindaco – conservazione e di utilizzo ottimale dei beni immobili di sua proprietà, si è posta degli obiettivi prioritari: creare un’attrattiva con un ritorno per la Città sia economico che in termini di pubblicità, rafforzando il ruolo della città di Noto quale centro degli interessi connessi al commercio del territorio, con la valorizzazione in termini di sviluppo sociale ed economico della Zona del Piano Alto della Città di Noto. Nel contempo, inoltre, vogliamo mantenere un ottimale stato generale degli immobili, grazie all’esecuzione dei lavori pubblici finanziati con i fondi privati e del Pnrr, finalizzati al miglioramento antisismico, valorizzazione e conservazione del patrimonio monumentale.”
La Chiesa di Sant’Agata di Noto, progettata dall’architetto Rosario Gagliardi, la cui costruzione risale ai primi anni del ‘700, è la più antica tra quelle presenti nella Città ricostruita dopo il terremoto del 1693. La scalinata conduce al sagrato dell’ex chiesa che è lastricato con pietra lavica e ciottoli di fiume.
L’interno, ad una sola navata, ha un bellissimo altare maggiore in marmo scuro, sovrastato da un tempietto a marmi multicolori. Il suo cupolino è sorretto da otto colonnine in marmo color vinaccia. Lungo le pareti della Chiesa di Sant’Agata di Noto si possono vedere splendide decorazioni in stucco così come sulla volta, dove è presente l’affresco Il Trionfo di Sant’Agata di Costantino Carasi. Lo stesso pittore ha realizzato anche la tela Il martirio di Sant’Agata che si trova sopra l’altare maggiore.
Uno spazio di circa 300 metri quadri totali, di cui 270 destinati alla vendita, che è stato valorizzato senza apporre alcuna modifica. Infatti, la boutique, è stata oggetto di un restauro conservativo con l’amministrazione e la soprintendenza delle Belle arti.






