Aggiornato al 04/02/2026 - 13:08
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Sanremo 2026

Sanremo, l’impronta siciliana dell’edizione 2026: l’Isola protagonista tra Big, cover e firme d’autore

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Dal 24 al 28 febbraio la kermesse diretta da Carlo Conti vede protagonisti artisti, autori e arrangiatori dell’Isola. Serata cover del 27: Biondi e Buglisi sul palco

Sanremo 2026 si annuncia come un’edizione fortemente segnata dall’impronta siciliana, una presenza diffusa e trasversale che attraversa il Festival non solo sul palco dell’Ariston, ma anche dietro le quinte, tra autori, arrangiatori e collaborazioni di prestigio. Dal 24 al 28 febbraio, sotto la direzione artistica di Carlo Conti, la Sicilia si conferma parte integrante del DNA musicale della kermesse, con un contributo che unisce identità, contaminazioni e visione contemporanea.

A rappresentare ufficialmente l’Isola tra i 30 Big in gara è Levante, al secolo Claudia Lagona, originaria di Caltagirone. Cantautrice dalla cifra stilistica riconoscibile, Levante torna sul palco dell’Ariston con un brano inedito che promette di fondere introspezione lirica e suggestioni mediterranee. È l’unica Big siciliana in gara, ma la sua presenza assume un valore simbolico forte, capace di raccontare la Sicilia orientale attraverso una scrittura raffinata e profondamente personale.

Accanto a lei, pur non essendo nato nell’Isola, Dargen D’Amico porta con sé le radici eoliane di Filicudi, rivendicate più volte nei suoi testi e nel suo immaginario artistico. Il legame con la Sicilia, linguistico e culturale, resta centrale anche nel suo percorso sanremese, confermando come l’appartenenza non sia solo anagrafica, ma soprattutto identitaria.

È soprattutto la serata delle cover, in programma il 27 febbraio, a trasformarsi in una vera e propria celebrazione della Sicilia musicale, grazie a una serie di duetti di alto profilo che uniscono generazioni, generi e territori.

Tra i momenti più attesi, spicca l’esibizione di Delia Buglisi, giovane artista catanese e rivelazione di X Factor 2025, che salirà sul palco dell’Ariston insieme a Serena Brancale per reinterpretare “Bésame Mucho”, con la partecipazione di Gregory Porter. Un incontro internazionale che affonda però le radici nel cantautorato siciliano, ispirato alle grandi voci popolari come Rosa Balistreri.

Di grande suggestione anche il ritorno sanremese di Giusy Ferreri, palermitana, che duetterà con Francesco Renga su “Ragazzo solo, ragazza sola” (Bowie/Mogol), intrecciando memoria musicale, carriera personale e radici isolane.

Spazio poi all’energia e alla contaminazione con Roy Paci, musicista siracusano dalla caratura internazionale, che si esibirà su “Baila Morena” insieme a Samurai Jay e Belen Rodríguez, in un mix esplosivo di sonorità italo-latine.

A completare il quadro, il soul raffinato di Mario Biondi, catanese, che interpreterà “Hit the Road Jack” con Alex Britti, riportando sul palco dell’Ariston una delle voci italiane più riconoscibili all’estero.

La Sicilia non è protagonista solo in scena. Un ruolo centrale è affidato anche agli autori siciliani, che firmano alcuni dei brani più attesi del Festival. Giovanni Caccamo, originario di Modica, è tra gli autori del brano di Patty Pravo, mentre Giuseppe Anastasi, palermitano, firma la canzone di Arisa, confermando una tradizione autoriale isolana capace di dialogare con alcune delle voci più iconiche della musica italiana.

In un cast che annovera nomi del calibro di Patty Pravo, Tommaso Paradiso, Ermal Meta, Raf, Michele Bravi, Fedez e Marco Masini, la Sicilia non punta sulla quantità, ma sulla qualità e sulla profondità del contributo artistico. Tra Big, cover e scrittura musicale, l’Isola si conferma una fucina di talenti capace di influenzare il Festival in modo trasversale e duraturo.

Sanremo 2026 si presenta così come il ritratto di un’Italia musicale plurale, in cui la Sicilia emerge come protagonista discreta ma essenziale, custode di una tradizione che continua a rinnovarsi e a parlare al pubblico nazionale e internazionale. L’appuntamento è su Rai 1, dal 24 febbraio, per un’edizione che promette di lasciare il segno anche grazie al cuore e al suono dell’Isola.

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