Agricoltura, bandi PNRR sull’energia rivisti per venire incontro alle esigenze delle imprese

condividi news

[vc_row][vc_column][vc_single_image image=”1185079″ img_size=”large” alignment=”center” css_animation=”fadeInLeft”][vc_column_text]

Le modifiche attuate dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, individuate dal direttore generale Marco Lupo, hanno consentito l’utilizzo completo dei fondi oltre a una dotazione extra da parte della Commissione Europea

In tempo di crisi dell’agricoltura e dell’allevamento, pesantemente sentita da tutti gli operatori del settore, arriva come una ventata d’aria fresca la possibilità, attuata grazie ad una intuizione del direttore generale del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Marco Lupo, la possibilità di usufruire dei finanziamenti per il fotovoltaico in azienda, superando il vecchio vincolo dell’autoconsumo, sia attraverso la costituzione di accordi tra aziende, al fine di costituire delle piccole “comunità energetiche”, sia superando definitivamente il vincolo, ma vedendo ridotto il contributo per l’installazione dell’impianto dall’attuale 80% al 60%.

Abbiamo sentito al telefono proprio il dottor Marco Lupo, ormai siracusano d’adozione.

Dottor Lupo, nei fatti dobbiamo a lei l’adozione delle comunità energetiche agricole?

La dicitura, apparsa in un articolo del Sole 24 ore, in effetti è un po’ troppo esemplificativa; nei fatti, considerato che con il precedente vincolo dell’autoconsumo esclusivo per le aziende, delle risorse del PNRR messe a bando, circa 1,5 milardi, se ne sono spese soltanto il 30%, abbiamo considerato che fosse necessario offrire questa grande opportunità a più aziende del territorio.

In che modo si è potuto superare questo vincolo?

Chi ha a disposizione più tetti, perché ha ad esempio stalle e capannoni più ampi, può considerare oltre al proprio autoconsumo energetico quello di altre 5 o 6 aziende vicine ma prive di coperture, creando una sorta di piccola comunità energetica, anche se sarebbe più corretto definirlo autoconsumo condiviso o diffuso. In questo modo, l’obiettivo del finanziamento è comunque raggiunto.

In cosa consiste l’incentivo pubblico per le aziende agricole interessate?

Il contributo per gli impianti è dell’80%, un investimento importante a sostegno delle imprese agricole, di allevamento o di trasformazione di prodotti agricoli che producono energia per l’autoconsumo semplice o condiviso; tale importo è ridotto al 60% per chi invece non vuole tenere in considerazione l’autoconsumo esclusivo e vuole rivendere l’energia in eccesso. 

Come è andato il nuovo bando, modificato secondo queste indicazioni?

Benissimo, sono state presentate oltre 18mila domande, superando di quasi un miliardo la dotazione finanziaria disponibile. La Commissione Europea, entusiasta per la partecipazione, ha deciso infatti di estendere la dotazione finanziaria di altri 850 milioni di euro.

Come mai questo entusiasmo da parte della Commissione?

Perché si tratta di una misura importantissima. Con un solo bando consente infatti di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, senza consumo di ulteriore suolo da sottrarre proprio all’agricoltura, visto che si usano i tetti, ed è infine un grande fattore di competitività per le imprese, anche in ambito internazionale, grazie all’abbattimento dei costi energetici. Sono 852 milioni di euro in più per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, accumulatori, dispositivi di ricarica e per aumentare il risparmio energetico da parte delle aziende agricole, di trasformazione dei prodotti agricoli e di allevamento. Sempre più risorse, per rendere ancora più sostenibili e competitive le imprese italiane e le eccellenze che ci rendono una superpotenza mondiale della qualità.

Grazie mille dottor Lupo e buon lavoro!

Grazie a voi![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni