L’ex assessore regionale e dirigente del PD siciliano Bruno Marziano interviene sulla proposta del nuovo ospedale di Siracusa: “Non è accettabile ridurre i posti letto esistenti nella rete ospedaliera della provincia”
Il futuro ospedale di Siracusa, con qualifica di DEA di secondo livello, può essere realizzato senza ridurre i posti letto oggi disponibili nella rete ospedaliera provinciale. Lo afferma l’on. Bruno Marziano, componente della Direzione Regionale del Partito Democratico, che interviene nel dibattito con una posizione netta.
“Non è accettabile che per garantire il numero dei posti letto minimo necessario affinché il futuro ospedale di Siracusa venga dichiarato DEA (Dipartimento d’Emergenza e Accettazione) di secondo livello si riducano 25 posti letto nella rete ospedaliera nell’intera provincia, la cui riduzione farebbe impoverire in modo irreversibile la qualità del servizio sanitario nella nostra provincia già ai limiti della accettabilità”, dichiara Marziano.
L’ex parlamentare regionale esprime forte contrarietà a quella che definisce una proposta di “scambio oneroso”:
“Non si può accettare questo ‘scambio’, così oneroso. Sarebbe un grave danno alla qualità dei servizi la riduzione di cinque posti letto in Ortopedia nell’ospedale Noto-Avola e altri posti in medicina e chirurgia nell’ospedale di Lentini e ancora in medicina nell’ospedale di Avola”.
Marziano propone un’alternativa che, secondo lui, consentirebbe di mantenere intatta l’attuale dotazione ospedaliera:
“A mio parere una soluzione che non tocchi l’attuale dotazione della rete ospedaliera, per altro sostenuta e difesa dalla azienda sanitaria di Siracusa, è quella di attribuire al futuro ospedale, per permettere le caratteristiche di DEA di secondo livello, tutti i posti necessari prendendoli dalla dotazione di posti letto attribuiti alla nostra provincia e mai attivati”.
Secondo quanto dichiarato, nella provincia esisterebbero risorse finora non utilizzate:
“La provincia di Siracusa avrebbe infatti una dotazione notevole, specie in alcuni settori, che le sono stati riconosciuti ma mai attivati. Pertanto è possibile, a mio parere, garantire il mantenimento delle caratteristiche di DEA di secondo livello attribuendogli una parte di questa dotazione senza toccare gli attuali livelli di posti letti già attivi”.





