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L'APPELLO A SCHIFANI

Ternullo (FI): “Siracusa rischia di perdere la Neuroradiologia interventistica, non subisca un altro scippo”

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La vicecapogruppo di Forza Italia al Senato ringrazia l’Osservatorio Civico di Salvo Sorbello per la denuncia: un terzo Hub a Catania renderebbe di fatto impossibile l’apertura di un’unità in provincia. “Nell’ictus ogni minuto perso ha conseguenze irreversibili”

SIRACUSA – La nostra sanità va migliorata senza attendere ancora e su questo pensiamo che si sia tutti d’accordo. È essenziale che la provincia di Siracusa, che è stata penalizzata in passato, non subisca ulteriori danni per scelte che si starebbero per operare ancora una volta a vantaggio della vicina Catania. I rappresentanti dell’Osservatorio Civico, il presidente Salvo Sorbello e il coordinatore tecnico-scientifico Franco Cirillo, evidenziano un serio pericolo per la provincia.

In particolare, per quanto riguarda l’ictus, è indispensabile disporre al più presto di un reparto di neuroradiologia interventistica, che nelle prime ore dall’evento sia in grado di salvaguardare la vita e le abilità del paziente.

“È importantissimo, quindi, intervenire senza indugio per evitare che a Catania nasca un terzo reparto di neuroradiologia interventistica, che vorrebbe dire la fine delle speranze di averne uno a Siracusa, come è invece necessario”, affermano Sorbello e Cirillo. “Tra l’altro, quando sarà finalmente attivo il nuovo ospedale, avremmo un reparto collaudato, con personale già esperto. E soprattutto nel frattempo saranno salvate tante vite umane! Se consideriamo che normalmente dal luogo dell’evento, casa o altro, il paziente viene trasportato in ambulanza al pronto soccorso più vicino, che solitamente lo sottopone a una Tac e a una visita neurologica, per poi decidere dove indirizzarlo, ci rendiamo conto di quanto ogni minuto sia essenziale”.

In questo momento sono già attivi i reparti Hub di neuroradiologia interventistica h24 presso il Cannizzaro e il Nuovo Garibaldi di Catania, che procedono alla tromboaspirazione o alla trombectomia. Mentre per l’infarto esistono attualmente in Sicilia circa venti centri attrezzati, per l’ictus, che ha purtroppo la stessa incidenza dell’infarto, ce ne sono solo cinque. Secondo la Sin si registrano circa 18mila nuovi casi di ictus l’anno in Sicilia.

Si parla ora di attivare, presso l’ospedale San Marco di Catania, un altro punto Hub. “Ci auguriamo si tratti di una notizia non veritiera, perché i parametri della rete ictus prevedono un punto di questo tipo ogni milione di abitanti. Se dovesse esserne aperto un altro a Catania, oltre ai due già operativi, è evidente che a Siracusa sarebbe precluso averne uno, di importanza capitale in particolar modo per alcune zone assai distanti dal capoluogo etneo”.

“Verrebbe quindi di fatto compromesso il Dea di secondo livello che si vuole da decenni per Siracusa”, dichiarano Sorbello e Cirillo. Un Dea, Dipartimento di Emergenza, Urgenza e Accettazione, di secondo livello serve infatti a trattare le emergenze mediche e chirurgiche più gravi e complesse, fungendo da centro di riferimento principale, hub, per un’intera area vasta o regionale.

I Dea di secondo livello assicurano la presenza attiva e continuativa di reparti ad alta specializzazione: Cardiochirurgia ed Emodinamica h24, Neurochirurgia, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Toracica, Terapia Intensiva Neonatale (Tin), Unità Grandi Ustionati e Unità Spinali, e sono centri specializzati per il trauma maggiore e la gestione di reti tempo-dipendenti (ictus, infarto miocardico acuto e gravi politraumi). Si tratta quindi di strutture che devono tenere nel massimo conto i tempi di percorrenza sulla base della viabilità.

Non va dimenticato che il decreto firmato dall’allora assessore alla Salute Ruggero Razza, nel febbraio 2022, precisava: “L’intervento previsto con la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Siracusa, da caratterizzare quale Dea di II livello, si rende necessario al fine di dare risposta ai fabbisogni e alle esigenze del territorio della Sicilia sud-orientale, in atto sfornito di Dea di II livello, e a rendere il più possibile omogenea un’offerta ospedaliera ancora sbilanciata in alcuni territori”.

“Il Nuovo Ospedale di Siracusa, quale Dea di II livello, a fronte dell’attuale dotazione dell’Umberto I, avrà posti letto aggiuntivi”, proseguiva l’assessore Razza, “che si intendono realizzare al fine di caratterizzare il Dea di II livello con le discipline proprie di tale livello assistenziale, che deriveranno dal trasferimento in tale sede di altrettante discipline dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania, a seguito della sua riclassificazione in Dea di I livello”.

La senatrice Ternullo: “La sanità siracusana non può subire un altro scippo”

Sulla vicenda interviene anche la senatrice Daniela Ternullo, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato. “Ringrazio l’Osservatorio Civico, e in particolare il presidente Salvo Sorbello, per aver sollevato con chiarezza e competenza un problema che non possiamo più ignorare. La denuncia è precisa, documentata e allarma: Siracusa rischia di perdere una struttura sanitaria decisiva, quella della Neuroradiologia interventistica, che nelle prime ore dall’ictus può fare la differenza tra la vita e la morte, tra il recupero e la disabilità permanente”.

“Non è una questione di campanilismo”, sottolinea la senatrice. “È una questione di organizzazione sanitaria, di tempi di percorrenza e di equità territoriale. Nell’ictus ischemico ogni minuto perso ha conseguenze irreversibili. Concentrare ulteriormente le strutture altamente specialistiche su Catania, mentre Siracusa attende ancora il suo Dea di II livello, significa condannare i pazienti della Sicilia sud-orientale a percorrere chilometri preziosi in ambulanza. Questo non è accettabile”.

“Sono certa che il presidente Schifani e l’assessore al ramo, al netto delle verifiche, garantiranno a Siracusa ciò che le spetta: un reparto di Neuroradiologia interventistica autonomo e funzionante”, conclude Ternullo. “La sanità siracusana non può subire un altro scippo”.

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