Arrivano le inevitabili conseguenze dell’accesa seduta di Consiglio Comunale aperto svolta ieri a Melilli, nella quale il sindaco Carta ha, tra le altre cose, citato alcuni nomi, a suo dire riconducibili all’area “Cannata”, quali portatori di interesse per l’apertura di nuove discariche
Il caso politico che scuote Melilli ruota attorno a quello che Antonio Annino definisce il “Sistema Carta”. Secondo l’ex consigliere comunale, oggi cittadino impegnato sul fronte della legalità, il sindaco Carta si troverebbe al centro di un conflitto di interessi che “probabilmente è anche doppio”.
Le accuse sul TMB di Melilli
Annino denuncia che circa tre quarti dei terreni individuati per il nuovo impianto TMB di Melilli risulterebbero intestati a:
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il nipote (figlio della sorella),
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il fratello dell’ex assessore Caruso.
Una circostanza che, se confermata, sarebbe aggravata dal fatto che Carta ricopre contemporaneamente il ruolo di sindaco di Melilli e di presidente della IV Commissione Ambiente all’ARS, la stessa che ha esaminato il Piano Regionale dei Rifiuti.
“Due elementi – afferma Annino – che minano trasparenza e imparzialità amministrativa, rendendo evidente come il Sistema Carta non sia solo una questione politica, ma una vera emergenza di legalità”.
Accesso agli atti e segnalazioni alle autorità
Annino spiega di aver presentato tre richieste di accesso agli atti sulla società partecipata comunale MESER, senza ricevere risposte adeguate. Ad agosto ha inviato un esposto alla Corte dei Conti e all’ANAC, per verificare la regolarità delle assunzioni e della gestione.
“Non avevo mai cercato i riflettori – chiarisce – ma oggi Carta mi costringe a rendere pubblici documenti e atti che confermano il suo sistema di potere”.
Conferenza stampa a Siracusa
Martedì a Siracusa Annino terrà una conferenza stampa in cui presenterà a suo dire ulteriori atti ufficiali e documenti “capaci di smentire le falsità del sindaco e di inchiodarlo alle sue responsabilità”.
“Se Carta intende trasformare le sue allusioni in accuse formali, attendo con ansia la querela – afferma Annino – perché sarà l’occasione per dimostrare ancora più rapidamente le sue responsabilità”.
Una battaglia di lunga data
Annino ricorda i suoi dieci anni di opposizione in Consiglio comunale (2007-2017), durante i quali ha denunciato pozzi inquinati, discariche e vicende ambientali che hanno portato anche a commissariamenti e interdittive antimafia.
“Non si tratta di accuse estemporanee – conclude – ma di un lavoro fondato su atti ufficiali, nel solco della difesa dell’ambiente e della legalità”.




