Le associazioni maggiormente rappresentative si dissociano dalla manifestazione: “Garantiamo la continuità assistenziale”. Restano però le criticità su budget e liste d’attesa: chiesto tavolo tecnico urgente
Nessuna interruzione di servizio. I cittadini siciliani che hanno prenotato visite o esami per mercoledì 26 novembre 2025, possono stare tranquilli: le strutture della Specialistica Ambulatoriale Accreditata resteranno regolarmente aperte.
Le Associazioni maggiormente rappresentative del settore in Sicilia hanno infatti confermato la non adesione alla manifestazione prevista per il 26 novembre, ribadendo come “priorità assoluta la continuità assistenziale per i cittadini”.
Il fronte del “No” allo sciopero
La decisione è scaturita dopo l’incontro del 21 novembre con l’Assessorato alla Salute. Un fronte compatto di sigle – tra cui C.S.A., A.C.A.P. SALUTE, AMSA FKT, ANMED, ASSOCENDIS-ARDIAR, CONFIMI SANITÀ SICILIA, FESIOP, GRUPPO AUTONOMO SPECIALISTI BRANCHE A VISITA e ULPEA MEDEAC – ha espresso totale dissociazione da iniziative non condivise, preferendo la via del confronto istituzionale.
A questa posizione si associa anche U.A.P. (Unione Ambulatori e Poliambulatori), l’organizzazione che rappresenta le principali sigle italiane del settore.
Le criticità restano: budget e liste d’attesa
Se lo sciopero è scongiurato, i problemi restano sul tavolo. Le associazioni hanno esposto all’Assessorato le principali criticità che affliggono il comparto:
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Ritardi nell’assegnazione dei budget e urgenza di una programmazione efficace su liste d’attesa e prevenzione.
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Necessità di superare i “budget storici” a favore di criteri basati sul fabbisogno reale.
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Distorsioni concorrenziali rilevate dall’Autorità Garante.
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Rischio di interruzione di pubblico servizio dovuto ai limiti imposti all’erogazione delle prestazioni.
Le richieste alla Regione: scadenze precise
Le Associazioni firmatarie richiedono l’immediata attivazione dei Tavoli Tecnici di Branca e la verifica della rappresentatività sindacale secondo criteri oggettivi.
Due le scadenze temporali fissate dalle sigle per il Governo Schifani:
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Entro il 31/12/2025: permettere la scelta della forma di aggregazione più opportuna per le strutture sotto la soglia delle 200.000 prestazioni.
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Entro febbraio 2026: definire i nuovi criteri di assegnazione dei budget, rispettosi dei rilievi del Garante.
“Rimane confermata – conclude la nota congiunta – la piena disponibilità al dialogo istituzionale per garantire il diritto alla salute dei cittadini, la sostenibilità del SSR e un’equa valorizzazione dell’attività delle strutture accreditate”.





