Decisione unanime a New Delhi: è la prima tradizione gastronomica al mondo riconosciuta nella sua interezza e complessità. Il Ministro: “Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti”
È ufficiale: la cucina italiana entra nell’Olimpo della cultura mondiale. Il Comitato intergovernativo dell’UNESCO, riunito a New Delhi in India, ha deliberato all’unanimità l’iscrizione della nostra tradizione gastronomica nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Un annuncio accolto da un lungo applauso in sala, che sancisce un primato assoluto: si tratta infatti della prima cucina al mondo ad essere riconosciuta non per un singolo piatto, ma nella sua interezza e complessità.
Le motivazioni: un atto d’amore e condivisione
Nelle motivazioni dell’UNESCO, la cucina italiana viene descritta come molto più di una semplice preparazione di cibo. È definita una “miscela culturale e sociale”, un mezzo per “prendersi cura di se stessi e degli altri”, esprimere amore e riscoprire le proprie radici. Particolarmente apprezzato il valore sociale: cucinare all’italiana favorisce l’inclusione, il benessere e l’apprendimento tra generazioni. È una pratica radicata nelle ricette anti-spreco (un tema caro alla tradizione siciliana e contadina) e nella trasmissione orale di saperi, dove i ruoli sono intercambiabili e le barriere culturali vengono abbattute attorno alla tavola.
L’esultanza del Ministro Lollobrigida
“Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti”, ha commentato a caldo il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. “La cucina italiana è il racconto di un popolo che ha custodito i propri saperi trasformandoli in eccellenza”. Il Ministro ha dedicato la vittoria alle “famiglie che tramandano sapori antichi, agli agricoltori che custodiscono la terra e ai ristoratori”. Questo riconoscimento, ha concluso Lollobrigida, sarà “uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore del Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro e ricchezza sui territori”.
I record dell’agroalimentare italiano (e siciliano)
Il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, ha convinto i delegati di 56 Paesi. Con questo nuovo titolo, l’Italia consolida il suo primato mondiale per numero di riconoscimenti UNESCO legati all’agroalimentare (ben 9 su 21 totali). Nella lista, che include eccellenze che toccano da vicino anche la Sicilia, figurano:
-
La cucina italiana (New Entry)
-
La Dieta Mediterranea
-
La coltivazione ad alberello della vite di Zibibbo a Pantelleria
-
L’arte dei pizzaiuoli napoletani
-
La costruzione dei muretti a secco
-
La transumanza
-
La cerca e cavatura del tartufo
-
Il sistema irriguo tradizionale
-
L’allevamento dei cavalli lipizzani











