Tra il derby contro i rivali sportivi rossazzurri e le scadenze amministrative da onorare: il destino azzurro è racchiuso in due giorni
La classifica tiene con il fiato sospeso i tifosi del Siracusa alla vigilia del derby con il Catania, ma non è l’unico elemento di un weekend che – adesso più che mai – si annuncia decisivo per la stagione azzurra.
Sabato alle 17.30 al De Simone andrà in scena la sfida contro una squadra diversa per qualità e obiettivi ma molto simile nelle intenzioni: il Catania ha visto scappare via in classifica il Benevento e, dopo il pareggio interno con l’Audace Cerignola, deve ricominciare a macinare punti anche per salvaguardare il secondo posto, a +3 sulla Salernitana. Dopo il turno infrasettimanale, il morale nello spogliatoio rossazzurro non è certo alle stelle, ma nelle idee dell’allenatore Mimmo Toscano la partita contro il Siracusa può significare tanto non solo dal punto di vista del risultato.
Dall’altra parte, la squadra di Marco Turati è reduce dalla quinta sconfitta nelle ultime sei partite e rischia di sprofondare nuovamente nel baratro di inizio stagione. Le prestazioni deludono, i nuovi acquisti non sono ancora riusciti a inserirsi pienamente e nemmeno la fortuna sta aiutando Candiano e compagni. Per questo il derby di sabato ha un significato enorme e va giocato non solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche e soprattutto mentale. Conquistare i tre punti rilancerebbe le ambizioni per la salvezza e consoliderebbe le consapevolezze di un gruppo che sembra averle perse nelle ultime uscite.
LA PARTITA DEGLI STIPENDI
Parallelamente all’impegno sul campo, l’altra partita del Siracusa si gioca sulle scrivanie societarie. Il patron Alessandro Ricci, infatti, ha tempo fino al 16 febbraio per versare gli stipendi dei calciatori e dello staff relativi al periodo 1 ottobre-31 dicembre 2025. Un eventuale ritardo, da sommare a quello del 16 dicembre, comporterebbe una penalizzazione ulteriore rispetto a quella che si attende per il 26 febbraio.
Sabato 14 e lunedì 16: due campi diversi, due partite ma lo stesso risultato da raggiungere per salvare il destino sportivo del Siracusa e riportare il Leone – se non in alto – almeno in quota di galleggiamento.




