Firmato il decreto che sblocca i fondi FSC 2021-2027 in tutte le province. Il presidente Schifani: «Un programma di investimenti senza precedenti che conferma la centralità della cultura nelle nostre politiche di sviluppo»
Il dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana realizzerà complessivamente 57 grandi interventi di restauro in tutto il territorio regionale. Le opere saranno finanziate grazie ai fondi stanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027, per un valore totale che sfiora i 183 milioni di euro.
I flussi economici rientrano nell’Accordo per la coesione sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Siciliana. La maggior parte dei progetti si trova già nella fase avanzata di progettazione o affidamento dei servizi tecnici, con l’apertura delle prime gare d’appalto per i lavori prevista a cavallo tra il 2026 e il 2027.
«Stiamo imprimendo un’accelerazione concreta alla spesa e alla realizzazione delle opere – ha aggiunto con determinazione l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – perché il patrimonio culturale non è soltanto memoria del passato, ma una leva decisiva per il futuro della Sicilia».
I 57 interventi complessivi sono destinati a opere strutturali di restauro, riqualificazione e valorizzazione dei siti d’arte. Le risorse finanziarie sono state capillarmente distribuite tra i vari liberi consorzi e le città metropolitane dell’Isola:
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Palermo: 20 interventi per un totale di 40.340.000 euro;
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Messina: 8 interventi per complessivi 34.550.300 euro;
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Catania: 7 interventi per un valore di 25.997.069 euro;
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Agrigento: 5 interventi per complessivi 22.968.928 euro;
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Ragusa: 4 interventi per un totale di 17.675.430 euro;
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Siracusa: 4 interventi per complessivi 11.282.272 euro;
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Caltanissetta: 3 interventi per un valore di 11.250.000 euro;
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Trapani: 5 interventi per complessivi 11.158.223 euro;
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Enna: 1 intervento per un totale di 7.514.779 euro.
I progetti approvati dal dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana toccheranno alcuni dei luoghi più celebrati e visitati del panorama internazionale, con un’attenzione speciale per i siti inseriti nel circuito UNESCO.
A Palermo l’intervento di punta interesserà il Teatro Politeama, con il restauro conservativo della volta, della sala degli spettacoli e dei saloni storici, oltre all’efficientamento energetico della struttura. Grandi cantieri apriranno anche alla Cattedrale di Palermo, ai Duomi di Monreale e Cefalù, e per la valorizzazione del Castello dell’Uscibene e della Cuba.
A Messina i fondi serviranno per la rifunzionalizzazione della Cittadella della Cultura (ex ospedale Margherita) e per la riqualificazione dell’area archeologica di Tindari. Spostandosi a Catania, i riflettori sono puntati sul restauro del Castello Ursino e del Teatro Maugeri di Acireale, mentre la settecentesca ex Manifattura Tabacchi verrà definitivamente recuperata come sede del Museo interdisciplinare.
Nel centro e nel sud della Sicilia, i fondi FSC finanzieranno la nuova veste espositiva del Museo “Pietro Griffo” di Agrigento e la messa in sicurezza del suggestivo sito minerario delle Solfare di Trabia Tallarita a Caltanissetta. Ad Enna si interverrà per il completamento della Rocca di Gagliano Castelferrato.
Nel ragusano spiccano i restauri all’apparato decorativo del Duomo di San Giorgio e la valorizzazione del parco archeologico di Kamarina, con la musealizzazione del relitto delle Colonne. A Siracusa i cantieri si concentreranno sulla fruizione del Castello Svevo di Augusta, del Tempio di Apollo e del Castello Maniace. Infine, a Trapani, gli investimenti serviranno a riqualificare il Castello di Castellammare del Golfo, l’ex Stabilimento Florio di Favignana e a realizzare un nuovo centro visitatori con parcheggio attrezzato presso il Cretto di Burri a Gibellina.











