Vertice a Palermo con Federbiologi e Federconsorzi sui tetti di spesa sanitari. Pietro Miraglia: «Le strutture non possono essere messe nella condizione di non garantire i servizi essenziali»
Si è svolto presso la sede dell’Assessorato regionale alla Salute di piazza Ottavio Ziino il tanto atteso incontro tra le organizzazioni sindacali di categoria e il neo assessore regionale, il dottor Marcello Caruso.
Al centro del tavolo tecnico sono state poste le principali criticità strutturali che stanno soffocando il comparto della sanità privata accreditata in Sicilia. Il dibattito si è infiammato soprattutto alla luce delle recenti disposizioni introdotte dal Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026, relativo alla determinazione rigida degli aggregati di spesa mensili.
Al tavolo negoziale hanno preso parte attiva il dottor Pietro Miraglia, in rappresentanza di Federbiologi Sicilia, e la dottoressa Marina Caimi per Federconsorzi. I leader sindacali hanno esposto all’esponente del governo regionale la progressiva perdita di sostenibilità economica dei laboratori d’analisi e dei centri polispecialistici distribuiti sul territorio dell’isola.
Il punto nodale sollevato dai biologi riguarda lo sbilanciamento cronico tra i costi reali di erogazione delle analisi e le tariffe riconosciute dalla Regione Siciliana, ferme a rimborsi ritenuti ormai del tutto insufficienti.
Le conseguenze pratiche di questa forbice finanziaria colpiscono direttamente l’utenza:
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L’esaurimento dei fondi: a causa di budget troppo ristretti, molte strutture esauriscono l’aggregato mensile disponibile già intorno alla metà del mese;
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Lo stop ai servizi: una volta terminati i tetti di spesa, i centri sono costretti a sospendere l’accettazione delle ricette mutuate, costringendo i cittadini a pagare per intero le prestazioni o a rinviare le cure;
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Il danno alla Patologia Clinica: il comparto della medicina di laboratorio e della Patologia Clinica risulta attualmente il settore che manifesta le sofferenze gestionali più acute.
«Le strutture convenzionate non possono essere messe nella condizione di dover interrompere l’assistenza ai cittadini a causa di rimborsi non adeguati – ha evidenziato il dottor Pietro Miraglia –. È necessario rivedere immediatamente alcune tariffe e intervenire sul sistema complessivo per garantire la continuità assistenziale e la qualità delle prestazioni erogate».
Durante la riunione, le sigle sindacali hanno chiesto formalmente una revisione dei dettagli tecnici del Decreto sui budget, invocando in particolare la modifica delle rigide norme di salvaguardia interne al provvedimento.
Da parte di Federbiologi e Federconsorzi è stata rimarcata la necessità impellente di incrementare il finanziamento globale destinato alla sanità privata accreditata. Le richieste poggiano su dati demografici inconfutabili: la presenza di una popolazione isolana sempre più anziana genera un bisogno quotidiano e crescente di esami ematochimici, prevenzione mirata e monitoraggio costante delle patologie croniche.
Nel corso del dibattito, la dottoressa Marina Caimi ha richiamato le istituzioni sull’importanza di mantenere un rapporto equilibrato e di forte collaborazione tra i presidi pubblici e i privati convenzionati, superando sterili contrapposizioni ideologiche nell’esclusivo interesse del sistema sanitario siciliano.
L’assessore Marcello Caruso ha espresso forte apprezzamento per l’approccio costruttivo dimostrato dalle delegazioni sindacali. Il neo assessore ha manifestato la piena disponibilità politica a intervenire tempestivamente già sul bilancio del 2026, compatibilmente con le risorse finanziarie che saranno stanziate nelle variazioni di bilancio, con l’obiettivo di rimodulare i rimborsi per renderli più congrui.
Per rendere operative le modifiche, le parti hanno concordato un serrato cronoprogramma di incontri operativi che vedrà protagonisti gli uffici tecnici dell’assessorato, guidati dal dirigente dottor Francesco La Placa e dal capo di gabinetto, il dottor Giuseppe Sgroi.







