Aggiornato al 09/06/2026 - 19:26
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Inchiesta Cefpas, si dimette Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento

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Il manager siracusano, travolto dall’inchiesta “Corte dei miracoli” sul Cefpas, ha già salutato i dirigenti. La Procura nissena ha chiesto per lui gli arresti domiciliari

Il manager siracusano Giuseppe Capodieci ha annunciato ai vertici dell’ente le sue immediate e irrevocabili dimissioni da direttore generale dell’Asp di Agrigento.

La decisione, che sarà formalizzata nelle prossime ore con l’invio dell’atto ufficiale all’assessorato alla Salute della Regione Siciliana, arriva dopo la notifica del coinvolgimento di Capodieci nella maxi inchiesta denominata “Corte dei miracoli”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. Per il manager aretuseo, i magistrati nisseni hanno avanzato al Gip la richiesta della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Al centro dell’attività investigativa ci sono presunte e sistematiche irregolarità nella gestione del Cefpas (il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), ente strumentale strategico della Regione Siciliana con sede a Caltanissetta.

L’impianto accusatorio dei pubblici ministeri è pesante. Secondo i magistrati, Capodieci avrebbe letteralmente asservito le proprie funzioni pubbliche di vertice per favorire gli interessi privati e politici del deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo.

Le indagini dei militari avrebbero fatto luce su una fitta rete di scambi e favoritismi che legavano la dirigenza dell’Asp di Agrigento all’esponente politico:

  • Consulenze e nomine: L’assegnazione di incarichi dirigenziali e consulenze esterne a soggetti ritenuti vicini o sponsorizzati dal parlamentare regionale.

  • Accordi e appalti d’oro: La stipula di protocolli d’intesa sospetti tra il Cefpas e l’Asp di Agrigento, con il conseguente affidamento pilotato di appalti e forniture di servizi.

  • Il favore familiare: Tra gli episodi contestati spicca il ruolo di Capodieci nell’agevolare e velocizzare il trasferimento della moglie del deputato Gallo dai ruoli sanitari di Caltanissetta a quelli, decisamente più comodi per la famiglia, dell’azienda sanitaria di Agrigento.

Il saluto formale già rivolto da Capodieci ai suoi più stretti collaboratori ad Agrigento anticipa di fatto il vuoto di potere che si aprirà all’interno dell’azienda sanitaria, in attesa che Palermo nomini un commissario straordinario per evitare la paralisi amministrativa. Nel frattempo, l’attenzione si sposta sull’ufficio del Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura nei confronti del manager e degli altri coindagati dell’inchiesta.

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