Aggiornato al 10/06/2026 - 18:28
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Crisi in Sicilia: persi 870 venditori ambulanti in un solo anno, 19 a Siracusa

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Giovanni Felice (Confimprese): “Il commercio su area pubblica risente delle difficoltà dell’intero comparto distributivo, ma resta ai margini delle politiche di sviluppo” 

In Sicilia sono spariti 870 venditori ambulanti in un solo anno. A lanciare l’allarme è Confimprese, basandosi sui più recenti dati dell’Osservatorio nazionale del commercio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il numero degli operatori attivi sull’Isola è sceso da 16.189 a 15.319 unità, registrando una flessione del 5,4% sul mercato. Un crollo che colpisce tutte le province regionali mostrando un settore in profonda sofferenza.

La provincia in cui il fenomeno ha un peso più drammatico è Agrigento, che registra una perdita di 265 unità (-14,9% degli operatori locali). Segue il resto del territorio con il seguente bilancio di chiusure:

  • Palermo: -164 operatori
  • Messina: -124 operatori
  • Catania: -123 operatori
  • Trapani: -78 operatori
  • Caltanissetta: -40 operatori
  • Ragusa: -37 operatori
  • Siracusa: -19 operatori
  • Enna: -18 operatori

Per il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia, Giovanni Felice, i numeri non rappresentano un problema isolato dei mercati di piazza, ma il sintomo di una crisi più ampia:

“Sarebbe riduttivo leggere questi dati come un problema esclusivamente legato ai mercati. Il commercio su area pubblica fa parte del sistema distributivo e risente delle stesse difficoltà che stanno interessando l’intero comparto: aumento dei costi di gestione, riduzione dei margini, trasformazione delle abitudini di consumo, concorrenza crescente e difficoltà nel ricambio generazionale”.

Secondo l’associazione, il commercio ambulante è rimasto ai margini delle politiche di sviluppo urbano. Raramente le aree mercatali vengono inserite nei masterplan di rigenerazione, nonostante la rete siciliana conterebbe ancora su oltre quindicimila imprese capaci di svolgere una funzione economica, sociale e spesso turistica.

Uno spiraglio arriva dalla legge sul Made in Italy, che prevede fondi destinati alle Regioni per interventi sui mercati rionali. Alla Sicilia sono stati assegnati 494.800 euro“Si tratta di una somma certamente non risolutiva, ma che rappresenta comunque un’opportunità di riqualificazione”, sottolinea Felice.

Dal territorio emerge però la forte difficoltà delle amministrazioni a integrare le aree pubbliche nei piani urbanistici:

  • Trapani, il dibattito sul futuro del piazzale Ilio per la riqualificazione dell’area esclude di fatto il mercato dalle soluzioni.
  • Palermo, dopo la costituzione di un tavolo tecnico dedicato agli ambulanti, non si sono registrati sviluppi o azioni concrete.

“Se i mercati continueranno ad essere considerati esclusivamente un tema amministrativo e non di sviluppo strategico, – avverte in conclusione il coordinatore – difficilmente questa rotta potrà essere invertita”.

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