Verso la Maturità 2026: i dati del Ministero confermano che gli ottimi voti superano di gran lunga i promossi con il minimo. Il Sud si conferma la fabbrica delle eccellenze d’Italia
C’è una fotografia della scuola italiana che continua a dividere in due la Penisola, ma che restituisce al Mezzogiorno il titolo indiscusso di fabbrica delle eccellenze scolastiche. I dati ufficiali sugli esiti degli Esami di Stato, rilanciati dal Giornale di Sicilia, incoronano la Sicilia sul podio nazionale dei voti più alti: nell’Isola, infatti, ben più di uno studente su dieci (il 10,3%) riesce a diplomarsi con il voto massimo di 100/100 (senza contare le lodi).
L’analisi dei numeri distrugge una volta per tutte il mito della Maturità come “scoglio insormontabile” alla fine delle prove: i promossi con il massimo dei voti sono ormai il doppio rispetto a chi si salva in extremis.
I dati statistici rivelano che la vera selezione non avviene davanti alla commissione d’esame, ma molto prima, durante gli scrutini finali di maggio.
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I non ammessi: Nell’ultimo anno, ben il 3,5% degli studenti dell’ultimo anno non è stato nemmeno ammesso alle prove. Le regioni più severe in questa fase preliminare sono state la Sardegna (7,1% di non ammessi), la Liguria (5,0%) e il Trentino-Alto Adige (4,6%).
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I promossi all’esame: Al contrario, una volta seduti davanti alla commissione, la bocciatura è un evento rarissimo. La media nazionale dei respinti al termine delle prove si attesta su un microscopico 0,3%.
A monte di questo percorso resta il dramma della dispersione scolastica, che vede ancora l’8,2% dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandonare la scuola prima del tempo.
A livello nazionale, la Maturità si dimostra un esame che premia generosamente i ragazzi con votazioni medio-alte. Coloro che escono con il “punteggio di sopravvivenza” di 60/100 sono appena il 4,9%.
I numeri volano se si guarda la vetta della classifica:
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Il 7,1% degli studenti conquista il 100 tondo.
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Il 2,8% (quasi 14mila candidati) ottiene l’ambitissimo 100 e lode.
In totale, quasi il 10% dei maturandi italiani si diploma con il massimo dei voti, una percentuale esattamente doppia rispetto a chi si ferma alla sufficienza minima.
La spaccatura geografica nelle valutazioni apicali vede il Mezzogiorno surclassare nettamente le scuole del Nord.
La Calabria domina incontrastata la classifica delle eccellenze: vanta il 12,0% di 100 e ben il 6,1% di lodi (in pratica, un maturando calabrese su cinque chiude il ciclo scolastico al top). Subito dietro, per quanto riguarda i 100 senza lode, si piazza la Sicilia con il 10,3%, seguita a ruota dalla Puglia (9,9%) e dalla Campania (9,5%). Ottime performance anche in Basilicata (8,9%) e in Umbria (8,6%), l’unica regione del Centro-Nord a reggere l’urto dei voti massimi.
Al contrario, le scuole del Settentrione mostrano una rigidità molto più marcata nelle valutazioni d’eccellenza. In Valle d’Aosta la lode è un miraggio (appena lo 0,3%) e i 100 si fermano al 3,0%. Medesimo trend in Lombardia (4,0% di 100), Piemonte (5,0%) e Veneto (5,1%). Proprio al Nord, inoltre, si concentra la quota più alta di studenti che si accontentano del 60/100, con la Lombardia maglia nera (6,8%), tallonata da Liguria (6,4%) e Veneto (6,0%).







