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CNA e Casa di Reclusione Noto: accordo per il lavoro dei detenuti

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Intesa tra CNA Noto e carcere per l’inserimento lavorativo dei detenuti nelle PMI artigiane grazie alla Legge Smuraglia

Un’alleanza strategica tra il mondo dell’impresa artigiana e l’amministrazione penitenziaria per trasformare la pena in un vero percorso di riscatto e reinserimento socio-lavorativo. È questo l’obiettivo fondamentale emerso durante l’incontro tenutosi ieri, 2 ottobre 2026, presso la Sala Conferenze della Casa di Reclusione di Noto , che ha sancito l’avvio della partnership con la sede cittadina della CNA.

All’incontro hanno preso parte il Presidente della CNA di Noto , Dott. Nicola Casto, il Direttore della Casa di Reclusione di Noto , Dott. Andrea Calareso, e la Direzione dell’ULEPE di Siracusa , rappresentata dalla Dott.ssa Gabriella Picco. Ampia e qualificata anche la partecipazione del terzo settore e del panorama associativo, con i contributi della cooperativa sociale “l’Arcolaio” di Siracusa (Dott. Giuseppe Pisano), dell’ Associazione Piccole e Medie Imprese di Costruzione di Catania (Dott. Santo Milici), del Centro Studi Aziendali del Mediterraneo di Palermo (Dott. Fabio Carraro) e dell’associazione “Seconda Chance” di Catania (Dott. Maurizio Nicita).

Al centro del tavolo di confronto vi è la stesura finale di un protocollo d’intesa volto a creare un canale diretto e permanente tra le PMI siciliane e la popolazione detenuta. All’interno della Casa di Reclusione di Noto , infatti, numerosi ristretti hanno sviluppato elevate competenze artigianali in settori ad alto valore aggiunto, quali falegnameria , carpenteria metallica , sartoria , tipografia e stampa serigrafica .

L’intesa nasce con il proposito preciso di impedire che questo patrimonio di professionalità vada disperso al momento della fine pena, garantendo continuità occupazionale e offrendo alle imprese maestranze qualificate e già formate.

Un passaggio cruciale del protocollo riguarda l’attività d’informazione e sensibilizzazione rivolta al tessuto economico del territorio circa i benefici previsti dalla Legge Smuraglia . La normativa offre agli imprenditori rilevanti sgravi fiscali e contributivi in ​​caso di assunzione di soggetti appartenenti a categorie fragili, ristretti o in regime di esecuzione penale esterna .

A livello finanziario, l’impatto fiscale per l’azienda sul costo di un neoassunto passa da una quota figurativa del 100% ad appena il 40%, configurando un’opportunità di sviluppo competitivo oltre che etico per l’imprenditoria locale.

L’efficacia del connubio tra lavoro e detenzione trova conferma nei dati statistici sul tasso di recidiva penale . A fronte di una percentuale ordinaria di reato reiterato che sfiora il 75% per chi non svolge attività lavorativa durante o dopo la pena, la possibilità di accedere a un impiego stabile riduce drasticamente il rischio di recidiva al solo 4%.

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