Dopo anni di degrado, occupazioni abusive e incendi, istituzioni e forze dell’ordine intervengono insieme sull’immobile, affiancando alla messa in sicurezza l’assistenza alle persone che vi hanno trovato riparo
Martedì prossimo, 6 ottobre, prenderà avvio l’intervento congiunto di bonifica e messa in sicurezza della Casa del Pellegrino, a conclusione di un percorso di confronto istituzionale coordinato dalla Prefettura.
Dopo la cessazione dell’attività ricettiva, fanno sapere dal Comune, la struttura ha vissuto anni di progressivo deterioramento, segnati da danneggiamenti, atti vandalici, incendi e occupazioni abusive da parte di persone in cerca di un riparo di fortuna. Ora per l’edificio si apre una fase diversa.
Il tema è stato affrontato in un recente Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Chiara Armenia, che ha posto al centro la sicurezza e il degrado riguardanti sia l’immobile sia l’area circostante. Nell’ambito del percorso avviato dalla Prefettura, in Questura si è poi riunito un tavolo tecnico per stabilire modalità e tempi dell’intervento.
Hanno partecipato il questore Aldo Fusco, il capo di gabinetto della questura Francesco Bandiera e quello del Comune Giuseppe Gibilisco, insieme ai rappresentanti della Curia, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, alla polizia municipale e ai responsabili dei diversi settori comunali coinvolti. Al termine dell’incontro è stata concordata un’azione coordinata che comprende la bonifica, la verifica delle condizioni igienico-sanitarie e la messa in sicurezza dell’edificio, con il contributo delle professionalità necessarie e nel rispetto delle competenze di ciascun ente.
Le operazioni cominceranno nella mattinata di martedì e proseguiranno nei giorni seguenti, sulla base di un programma operativo che verrà definito anche in funzione delle condizioni riscontrate all’interno della struttura. L’intervento è ritenuto necessario per ripristinare condizioni adeguate di ordine, sicurezza pubblica e tutela igienico-sanitaria, e rappresenta al tempo stesso una misura di salvaguardia del patrimonio immobiliare del Comune.
Accanto alle attività tecniche avrà un ruolo centrale il settore Solidarietà sociale del Comune, insieme agli operatori dell’Azienda sanitaria provinciale. Le persone che dovessero trovarsi nello stabile saranno incontrate, ascoltate e, dove necessario, indirizzate ai servizi e alle forme di assistenza disponibili. L’obiettivo è duplice: restituire sicurezza alla struttura e al quartiere, senza perdere di vista la dignità di chi, in assenza di una soluzione abitativa, ha cercato lì un rifugio.
Non si tratta soltanto di liberare un immobile. Nella storia della Casa del Pellegrino il disagio abitativo si è intrecciato con l’abbandono, con i problemi di sicurezza e con una vicenda amministrativa e giudiziaria che negli anni ha coinvolto più soggetti istituzionali. Per lungo tempo la struttura è stata un luogo dedicato all’accoglienza. L’auspicio è che si possa aprire un nuovo capitolo, in cui la tutela dell’ordine proceda insieme alla solidarietà, alla presa in carico delle fragilità e alla valorizzazione del patrimonio, restituendo alla città un edificio rimasto troppo a lungo sospeso tra contenziosi, abbandono ed emergenza sociale.





