La prima volta non si scorda mai. Vale anche per la pallamano. E per il massimo campionato maschile. Vale per una famiglia da sempre avvezza all’handball. Corrado e Umberto Bronzo sabato vivranno la prima volta contro. Papà Corrado nello staff tecnico dell’Albatro al fianco di Peppe Vinci e Gianni Attanasio, il figlio Umberto nelle file del Siena da qualche stagione e giocatore di spicco a livello nazionale. Come sarà, questa prima volta contro?
“Con l’emozione tipica di chi si troverà non solo il proprio genitore di fronte – dice Umberto – ma anche il tuo passato che è poi una sorta di seconda famiglia. Poi tornerò per la prima volta da avversario a Siracusa e non sarà come una sfida normale. Sono felice che mio padre sia rientrato nel giro perché anche se aveva dato l’addio a questo sport dieci anni fa per lavoro, è come se non se ne fosse mai andato, per la passione che ha”.
Una passione trasmessa al figlio, tanto da scambiarsi continuamente messaggi durante la settimana. Un consiglio tira l’altro ma anche un incoraggiamento. Il figlio che vuol sapere come vanno i suoi vecchi compagni, il padre che ha a cuore la crescita di un ragazzo che ha dovuto salutare forse troppo presto: “Ma è stato giusto così – dice papà Corrado – perché in questo modo Umberto è maturato tantissimo. Quando l’Albatro non potette iscriversi qualche anno fa lui a soli 17 anni andò a Fasano. E lì ha imparato a vivere da solo, studiare, diplomarsi, organizzarsi a casa. E io sono molto orgoglioso di lui. Messaggi? Sì, ci siamo scritti e ci scriveremo come è giusto che sia. Questa sfida non potrà mai essere come tutte le altre. Ma al fischio d’inizio ognuno per la propria squadra. Poi alla fine lo abbraccerò e gli farò i complimenti a prescindere”.
Cuor di papà, Corrado Bronzo ringrazia anche l’Albatro che gli ha permesso di rivivere nuovamente emozioni di questo tipo: “Da poco sono entrato a far parte dello staff, ringrazio tutti, perché mi hanno accolto come se fossi sempre stato uno di loro. La cosa che dispiacerà a Umberto sarà il non poter giocare al PalaLoBello, perché quella è stata la sua seconda casa dopo i primi anni a Rubiera. Altro aspetto negativo, l’assenza di pubblico. Sarebbe stato bello far venire tutta la famiglia. Se mi rivedo in lui? Solo un po’, per la rapida maturazione. Poi in campo lui è un’ala moderna con un bel fisico, io ero un pivot aggressivo, quindi un altro tipo di gioco. Se continuerà con questa testa, farà molta strada”. Magari a partire da domenica, ma non ditelo a Umberto.











