Quel “sogno” di Giuseppina Pistone di legare il nome di Siracusa alla scuola di perfezionamento in Archeologia

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Riceviamo e pubblichiamo la nota della dottoressa Alessandra Trigilia e dell’ex parlamentare Marika Cirone Di Marco “][vc_column_text]

Coeva di Maria Monteforte e Christiane Reimann, il 14 marzo 1972 Giuseppina Pistone sottoscrive presso un notaio romano l’atto di donazione con cui trasferisce la proprietà  del Palazzo Chiaramonte nel cuore di Ortigia all’Universita’ di Catania “ con l’espressa condizione che venga destinato in perpetuo a sede della Scuola di perfezionamento in Archeologia, annessa alla facoltà di Lettere e filosofia “e che sia riservato ”alla Società di Storia Patria , allora presieduta dal prof. Giuseppe Agnello, il locale sito al piano terreno, composto da due ambienti.”

Rimasta figlia unica dopo la morte della sorella Ada , Giuseppina eredita nel 1930 il prestigioso Palazzo del XIV sec. dal padre Ing. Domenico , un professionista molto apprezzato ,e dalla madre Caterina Sollecito. Saldissimo l’attaccamento ai genitori, che ricorda nell’atto di donazione “ per onorarne la memoria “e alla sorella ; a quest’ultima nella cappella di famiglia del Cimitero monumentale di Siracusa ,firmandosi col diminutivo di Pippa, dedica una stele con busto e indirizza  parole  di grande intensità affettiva definendo la”sorella e amica, animatrice di cose alte e gentili “.

Insegnante, donna con ampi interessi culturali, iscritta alla Societa’ di Storia Patria, Giuseppina se ne fa  socia  benemerita, confermando quanto forte sentisse il legame con le attività protese a diffondere sapere e cultura.  L’idea di legare il suo nome e il Palazzo alla  Scuola di specializzazione in Archeologia nasce dal desiderio di dare stabilità e continuita’ di presenza nella citta’a questa importante istituzione unica nell’Italia meridionale e di grande rinomanza sin dalla sua attivazione nel 1925 . Certo la Pistone conosceva la successione di direzioni prestigiose come quelle di Orsi, Bernabo’ Brea, Cataudella, Paratore, Bianchi Bandinelli, Manacorda, Rizza , certo dovette compiacersi fino all’avvento della sua morte  avvenuta nel 1987 della peculiarità di essere una pietra miliare  dopo la Scuola di Atene .

SI preoccupo’ della sua difesa a tal punto che nell’atto di donazione volle precisare che in caso di inosservanze della sua volontà testamentaria con riferimento ai necessari restauri e alla sua finalita’,la donazione sarebbe decaduta di diritto e sarebbe stata trasferita all Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

A fronte di questo amore e di questa dedizione alla città e alla Scuola , ogni intento che si indirizzi a valorizzare la Scuola e la sua sede va perseguito con determinazione, senza tentennamenti e rinvii e vanno apprezzati gli sforzi che dal nuovo Direttore della Scuola sembrano promanare. Tuttavia, non bastano a rassicurare circa i destini della Scuola e la ripresa delle lezioni a Siracusa  ne’ le somme indirizzate a interventi di restauro investite nel 2020, ne’ le inaugurazioni dell’anno accademico o la cerimonie della consegna dei diplomi tenute nei saloni di Palazzo del Senato.

Non basterebbero certamente a Giuseppina Pistone ne’ tanto meno al suo sogno di legare  il nome di Siracusa  all’acquisizione di una professionalità specialissima e così necessaria in un Paese scrigno mondiale di beni archeologici.

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