L’Autorità contesta le pratiche sui “Partner Preferiti”: le strutture salgono in classifica solo se pagano commissioni più alte
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un’istruttoria ufficiale nei confronti dei vertici di Booking.com, con il supporto operativo del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza che ha già eseguito ispezioni nelle sedi italiane.
Nel mirino dell’Autorità ci sono le logiche con cui il colosso delle prenotazioni “premia” alcune strutture ricettive, posizionandole in cima ai risultati di ricerca e definendole “Partner Preferiti” o “Preferiti Plus”.
Secondo l’Antitrust, il sistema di ranking di Booking.com non rifletterebbe affatto l’effettiva qualità del servizio o l’eccellenza dell’hotel, ma sarebbe guidato esclusivamente dalla disponibilità della struttura a pagare commissioni più salate.
Questo meccanismo ingannevole, secondo l’istruttoria, porterebbe a due distorsioni gravissime:
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Danno ai Consumatori: Il turista che cerca un alloggio a Siracusa è indotto a credere che gli hotel “Preferiti” siano migliori o più convenienti in termini di rapporto qualità-prezzo, finendo spesso per prenotare soluzioni più costose solo perché “spinte” dall’algoritmo.
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Danno alle Strutture Locali: Molti piccoli alberghi, B&B o case vacanza del territorio siracusano — che magari offrono un servizio impeccabile ma non hanno margini per accettare commissioni d’oro — finiscono per essere penalizzati nei risultati di ricerca, diventando “invisibili” per chi naviga sul sito.
L’azione dell’Autorità è stata energica: i funzionari dell’Antitrust, coadiuvati dalla Guardia di Finanza, hanno acquisito documenti e dati nelle sedi italiane del portale. L’obiettivo è verificare se le modalità di presentazione e i claim utilizzati (“migliore qualità”, “rapporto qualità-prezzo imbattibile”) siano privi di fondamento tecnico, configurando così una pratica commerciale scorretta.
Per una città come Siracusa, dove la disintermediazione è ancora una sfida aperta e la dipendenza dalle OTA (Online Travel Agencies) è fortissima, questa istruttoria è fondamentale. Se venissero confermate le tesi dell’Antitrust, molti operatori locali potrebbero rivalersi sul gigante olandese, rivendicando una maggiore trasparenza nelle regole di visibilità.
Dall’altro lato, i viaggiatori che hanno pianificato il proprio soggiorno in Ortigia o nelle zone balneari attraverso Booking.com potrebbero scoprire di aver pagato un sovrapprezzo basato su un ranking “manipolato”. Il mercato delle prenotazioni online è sotto la lente d’ingrandimento: la trasparenza del web contro la forza degli algoritmi è una partita che si gioca anche nel salotto di Piazza Duomo.












