La Segreteria Nazionale del sindacato chiede garanzie al Ministero dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Ludoil. “La transizione non si traduca in una perdita di posti di lavoro nell’indotto”
Il futuro del polo petrolchimico siracusano non può essere derubricato a un semplice passaggio societario. È con questa convinzione che la Segreteria Nazionale UGL Chimici ha inviato una richiesta formale di incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in merito all’imminente cessione della raffineria ISAB Priolo al Gruppo Ludoil.
Il sindacato chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale per fare totale chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e strategico di uno degli asset energetici più rilevanti a livello nazionale.
Per l’UGL, le prospettive di riconversione verso nuove filiere energetiche, biocarburanti e produzioni sostenibili possono certamente rappresentare una grande opportunità di rilancio per il territorio. Tuttavia, questa transizione deve essere accompagnata da un piano industriale chiaro, credibile e verificabile.
In sede ministeriale, il sindacato pretende risposte precise su quattro punti nevralgici:
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L’entità delle risorse e degli investimenti reali che verranno messi in campo.
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Le tempistiche certe per l’attuazione dell’eventuale riconversione.
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Le garanzie blindate per la salvaguardia dell’occupazione, sia per i diretti che per l’indotto.
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Il ruolo che il sito di Priolo continuerà ad avere nella strategia energetica nazionale.
A spiegare l’urgenza dell’intervento governativo è il Segretario Nazionale UGL Chimici, Eliseo Fiorin:
“Abbiamo scritto al MIMIT perché il futuro di ISAB Priolo non può restare sospeso tra comunicazioni aziendali, indiscrezioni e attese del territorio. Serve una sede istituzionale nella quale vengano messi sul tavolo il piano industriale e le garanzie occupazionali. La transizione può essere una leva di sviluppo, ma solo se non scarica il peso del cambiamento sulle lavoratrici, sui lavoratori e sull’indotto“.
Sulla stessa linea d’onda si posiziona Andrea Alario, Coordinatore Nazionale Energia Petrolio del sindacato:
“ISAB Priolo è un nodo centrale per l’equilibrio energetico e industriale del Paese. La riconversione può aprire scenari importanti, ma deve essere governata, non subita. Occorre capire quali produzioni saranno mantenute e sviluppate. La Sicilia e il territorio siracusano non possono permettersi una transizione priva di certezze”.
La Segreteria Nazionale dell’UGL Chimici conferma la propria totale disponibilità al confronto, ma fissa un paletto irremovibile: ogni scelta sul futuro della raffineria dovrà essere accompagnata da impegni scritti. La transizione energetica, conclude il sindacato, non può e non deve significare arretramento produttivo, perdita di posti di lavoro o indebolimento del territorio siracusano.







