Mastriani, con una lunga nota di seguito riportata, fa il punto della situazione e suggerisce di puntare su prevenzione, monitoraggio e controllo del territorio.
“Per salvare la Sicilia dall’emergenza incendi e roghi servono interventi urgenti e straordinari. La prima cosa da fare è potenziare il monitoraggio e controllo del territorio al fine di prevenire queste azioni criminali che stanno bruciando la nostra regione con oltre 340 incendi in sole 48 ore, anche con l’ausilio e la collaborazione di altre forze dell’ordine oltre all’importante azione in campo del Corpo Forestale che comunque oggi dispone di sottodimensionamento di personale, circa 350 unità, rispetto alle 1380 previste in pianta organica e che a causa del blocco dei concorsi, l’ultimo effettuato nel 1992.
Servono unità di personale specializzato che possano collaborare con la Regione Siciliana e il Corpo Forestale per fermare questo attacco criminale indiscriminato al patrimonio boschivo e vegetazionale della Sicilia e delle aree protette prese di mira ogni anno in maniera organica e sistematica.
È stato riconosciuto lo stato di crisi e di emergenza regionale dal governo Schifani e questo consentirà di poter chiedere aiuti al governo nazionale anche per far fronte agli enormi danni causati in cento comuni siciliani interessati dal fenomeno, con una stima di 60 milioni di euro di danni, a cui bisogna aggiungere la stima fatta dagli Ispettorati provinciali per l’agricoltura, le cui stime ammontano ad oltre 200 milioni di euro e con aziende agricole e attività produttive andate in fumo.
Purtroppo però il danno più grave rimane irreparabile che è quello ambientale, le cui prime stime ci confermano già quasi 700 ettari di bosco andati in fumo ed oltre 3.000 ettari di superficie non boscata bruciati. Bisogna intervenire in tutti i modi e a tutti i costi per fermare queste azioni criminali ai danni del patrimonio boschivo e vegetazionale della Sicilia, a cui quasi sempre vengono prese di mira le aree protette che oltre al danno ambientale e naturale, generano un enorme danno turistico di immagine e dei servizi perchè spesso le aree protette per motivi di sicurezza rimangono chiuse per diversi giorni o anche anni quando poi sia necessario intervenire per la messa in sicurezza di alcuni aree, come per esempio la R.N.O. Cava Grande del Cassibile, il cui sentiero “SCALA CRUCI” lato Avola antica è ancora chiuso da nove anni e i cui lavori di messa in sicurezza sono finalmente in esecuzione.
Un enorme incendio è quello che sta interessando in questi giorni la R.N.O. Pantalica Val d’Anapo e siamo ancora in attesa dei dati ufficiali ma si parla di centinaia di ettari fra superficie boscata e non andati in fumo e che per motivi di sicurezza è attualmente chiusa.
Esprimo piena solidarietà al dott. Giancarlo Perrotta, Dirigente Regionale e Responsabile del Servizio 16 Siracusa dello Sviluppo Rurale-Regione Siciliana per le critiche pretestuose rivolte nei suoi confronti e che deviano il tema non risolvendo il vero problema incendi in Sicilia, legato ad un’azione criminale e organizzata che va smantellata con un intervento determinato e organizzato da parte delle forze dell’ordine, al fine di tutelare il patrimonio naturale.
Voglio rivolgere un ringraziamento al dott. Filadelfo Brogna, che oggi opera sul campo con appena diciotto uomini del Corpo Forestale in provincia di Siracusa, la cui legge regionale del 5 aprile 1972 n.24 affida ad essi il compito della prevenzione e lotta agli incendi boschivi e vegetazionali ma che ovviamente essendo in costante carenza di organico di personale, hanno notevoli difficoltà nello svolgimento delle proprie funzioni, soprattutto nei periodi di emergenza estiva.
Sul tema del contrasto e lotta agli incendi in Sicilia, l’azione e la strategia delle istituzioni deve comunque cambiare, perché la Sicilia brucia da decenni e non si può lavorare solo per contrastare il fenomeno, limitandoci a spegnere gli incendi, anzi dobbiamo puntare sulla prevenzione, monitoraggio e controllo del territorio, con una forte capacità e azione investigativa, al fine di arrestare e fermare le mani criminali che vogliono distruggere la bellezza naturale della nostra terra, avvalendosi anche della sinergia di altre forze dell’ordine.
Chiedo anche che vengano attuate le collaborazioni gratuite e volontarie già avviate negli anni precedenti dal Corpo Forestale, Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, con Associazioni Ambientali e di Volontariato, al fine di dare un supporto agli organi preposti per il controllo del territorio tramite un’azione di segnalazione e avvistamento di eventuali incendi e roghi, al fine di contrastare tutti insieme questi fenomeni di distruzione del territorio.
Ho chiesto un incontro con il Presidente della Regione Siciliana, con l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente e l’Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e l’Assessore Regionale al Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, per sottolineare l’urgenza degli interventi da attuare nell’immediato per la stagione estiva in corso e lavorare sin da subito per programmare alcuni interventi a medio e lungo termine”.












