Alla Loggia della Tonnara l’opera teatrale di Giuseppe Pastorello racconta la deportazione di oltre mille abitanti negli anni ’70 per fare posto all’industria
MARZAMEMI – Non solo proiezioni, attori e registi, ma anche teatro e letteratura caratterizzati dall’impegno civile, nel programma del Marzamemi Cinefest. Oggi pomeriggio, alle 18:00, nella Loggia della Tonnara, Officina Teatro Canzone, fedele alla sua missione di occuparsi di personaggi e fatti storici caduti in un intenzionale e irresponsabile oblio, propone la sua opera “Marina, il sogno di mio padre” per ravvivare la memoria su quanto accadde a Marina di Melilli negli anni ’70.
Un intero paese fu cancellato per fare posto allo sviluppo industriale. Il mare, che spesso ruba vite umane, in quell’occasione è stato sottratto esso stesso a oltre 1.000 abitanti che vivevano in una delle coste più belle del mondo. Bambini che giocavano liberi per le strade a contatto con la natura, da un giorno all’altro, sono stati deportati nelle case popolari di Floridia o di Priolo.
Il mare che, come viene descritto in una delle canzoni dell’opera, “era uno specchio che rifletteva il cielo”, acquistò — come ha ricordato Patrizia Maiorca, figlia di Enzo e presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in occasione della presentazione del Marzamemi Cinefest a Noto — “il colore del brodo di cicoria”.
Giuseppe Pastorello è l’autore dell’opera che riporterà alla mente degli spettatori le sofferenze degli abitanti di Marina di Melilli, costretti a sloggiare nonostante non fossero mancate le azioni di protesta e il tragico omicidio di Salvatore Gurrieri, che ha pagato con la vita la decisione di non andare via.
Sul palco prendono forma i ricordi dei giorni felici, la corsa frenetica all’abbandono, la figura del prete operaio, l’onorevole corrotto e il delinquente con le sue proposte “che non si potevano rifiutare”. L’emozione raggiunge il suo apice nell’attimo in cui una bambina assiste all’abbattimento della propria casa, promettendo a se stessa che, da grande, l’avrebbe ricostruita proprio lì dov’era.
Le voci narranti sono di Maurizio De Luca e Cristina Giarmanà. Gli arrangiamenti musicali sono di Roberto Giannì, impegnato anche al piano elettronico. Cantano Francesco Boccadifuoco, Agnese Firullo e lo stesso Giuseppe Pastorello, mentre completano la formazione Annalisa Paladino al basso elettrico e Christian Bianca, che con il suo violino dà una pennellata di grande raffinatezza all’esibizione.
La sezione Letteratura si concluderà giovedì 10 settembre, alle 18:30, in piazza Regina Margherita, con Pietro Grasso, già giudice a latere nel maxi processo a Cosa Nostra, poi procuratore nazionale antimafia dal 2006 al 2013, e successivamente presidente del Senato. Nel 2013 ha creato la Fondazione Scintille di Futuro, di cui è presidente. Il procuratore Gaetano Bono dialogherà con lui sul libro “‘U maxi”, che racconta non solo un evento giudiziario storico: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui le carte si trasformano in scene, voci e volti.












