Gli azzurri e Ortigia Cittadinanza resistente chiedono al Comune accertamenti sull’appalto in città. Il sindaco Italia: “C’è un’indagine della magistratura in corso, seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione”. Richiesta di chiarimenti anche da Fratelli d’Italia e Cinquestelle
Il gruppo consiliare di Forza Italia e il Comitato Ortigia cittadinanza resistente hanno chiesto all’amministrazione comunale che vengano condotte verifiche sull’appalto sull’igiene urbana alla luce dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, che ha portato al sequestro preventivo di beni riconducibili a società di Angri operanti nel settore dei servizi ambientali e con appalti in numerosi comuni italiani.
“Riteniamo indispensabile che l’amministrazione verifichi se la ditta incaricata del servizio di igiene urbana a Siracusa, o società ad essa collegate, abbia collegamenti con le realtà interessate dall’operazione giudiziaria di Angri, e la permanenza dei requisiti previsti dal Codice degli Appalti”, dichiara il capogruppo azzurro Damiano De Simone.
I forzisti ricordano che il tema era già stato posto in Consiglio comunale nella seduta del 27 gennaio, quando si è discusso delle movimentazioni societarie relative alla gestione del servizio, tra affitto di ramo d’azienda e cessione del contratto. “In quella seduta è stata approvata all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo Damiano De Simone sull’intervento sostitutivo a garanzia dei diritti degli operatori di igiene urbana”, prosegue la nota.
“Chiediamo, quindi, all’amministrazione di verificare quanto accaduto ed eventuali riflessi sul nostro territorio e di avviare tutte le procedure, qualora fosse necessario, a garantire la continuità del servizio e i diritti dei lavoratori, tra cui gli stipendi, ai sensi della mozione De Simone approvata dall’aula, all’unanimità. Come gruppo di Forza Italia rimarremo vigili sulla vicenda”, concludono.
Sulla stessa vicenda è intervenuto anche il Comitato Ortigia cittadinanza resistente con il portavoce Davide Biondini: “Abbiamo appreso con preoccupazione le notizie diffuse nelle ultime ore relative all’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, riguardante società di Angri operanti nel settore dei servizi ambientali e dello smaltimento dei rifiuti. Pur in assenza, al momento, di un’indicazione completa delle società coinvolte, il comitato rileva come la descrizione dell’operazione, la localizzazione, il settore di attività, la tempistica dell’affitto del ramo d’azienda, l’entità dell’esposizione tributaria e previdenziale e le caratteristiche del soggetto subentrante presentino elementi che appaiono riconducibili alla vicenda Tekra-Risam, già oggetto di precedenti segnalazioni al Comune. Non formuliamo accuse né anticipiamo conclusioni che spettano alla magistratura. Ma la successione dei fatti impone una verifica immediata, completa e trasparente da parte del Comune ed una risposta immediata alla cittadinanza”.
Biondini ha annunciato l’invio di una nuova Pec al Settore Igiene Urbana per chiedere “una verifica ufficiale sulla coincidenza tra le società coinvolte nell’inchiesta e quelle interessate dall’appalto siracusano, l’esito delle istruttorie già richieste il 27 gennaio e il 5 settembre scorsi, e la valutazione dell’eventuale rilevanza del divieto di modifica soggettiva finalizzata a eludere il Codice dei contratti pubblici.”
Il sindaco Francesco Italia, interpellato sulla vicenda: “”Ho appena appreso la notizia, c’è un’indagine della magistratura in corso. Seguiremo con la massima attenzione l’evolversi della situazione”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Fratelli d’Italia che ricorda che il 7 settembre era stata “protocollata un’interrogazione, calendarizzata per la seduta del 30, depositata dal capogruppo Paolo Cavallaro dopo che Tekra aveva presentato nel luglio scorso al Tribunale di Nocera Inferiore una domanda di accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza”. “Vogliamo sapere quale sia oggi lo stato della procedura, quali provvedimenti siano stati adottati e se possano derivarne conseguenze sui rapporti contrattuali e sulla disponibilità dei beni ancora riconducibili a Tekra”, aveva scritto Cavallaro, ricordando che Risam è subentrata nell’esecuzione dell’appalto il 1° febbraio scorso attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda stipulato il 22 dicembre 2025.
“A questo quadro si aggiungono le notizie su un’inchiesta penale e su sequestri riguardanti imprese attive anche nel settore dei rifiuti – aggiunge Cavallaro -. Non disponiamo, tuttavia, di atti ufficiali che consentano di affermare che tali vicende penali riguardino Tekra o Risam, né di stabilire eventuali collegamenti con il servizio svolto a Siracusa. Occorre pertanto prudenza, mantenendo distinti il procedimento relativo alla crisi d’impresa e le ulteriori notizie di cronaca. Se fosse ufficialmente confermato che i fatti oggetto dell’inchiesta penale sono riconducibili a Tekra, il quadro sarebbe particolarmente allarmante e renderebbe ancora più urgente verificare ogni possibile riflesso sul servizio e sulla tutela dei lavoratori. Chiediamo all’mministrazione di accertare se vi siano elementi di effettiva rilevanza per l’appalto comunale e di riferire sulla base della documentazione acquisita”.
Dal Movimento 5 Stelle, con una nota del rappresentante del gruppo territoriale siracusano, Giuseppe Mirabella, arriva la richiesta di chiarimenti: “Come era prevedibile Tekra e Risam sono state poste sotto sequestro ed amministrazione giudiziaria da parte della guardia di finanza di Salerno. Così, mentre il servizio di Igiene urbana continua a presentare grandissime criticità e manchevolezze a causa principalmente dell’insussistenza dell’amministrazione comunale, nelle figure del sindaco e dell’assessore competente e della figura del Dec, il direttore esecutivo del contratto, nominato dalla stessa amministrazione siracusana, una nuova tegola rischia di investire ancora la nostra città determinando un ulteriore peggioramento della situazione”. Da qui l’appello a “un intervento tempestivo degli uffici comunali, affinché la città sia messa nelle condizioni di affidare rapidamente il servizio a un nuovo operatore una volta giunto a termine l’attuale appalto”.











