Il Governatore interviene dopo l’avviso della Procura di Gela: “Ho operato con correttezza”. Il capogruppo di FI Pellegrino: “Sarà l’occasione per dimostrare l’impegno contro il dissesto”
L’inchiesta della Procura di Gela sulla drammatica frana di Niscemi ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del governatore, un atto che lo stesso Schifani definisce come necessario per l’accertamento della verità.
Poche ore dopo la diffusione della notizia, il presidente della Regione ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire la propria posizione e ribadire la continuità dell’azione di governo.
«Ripongo massima fiducia nel lavoro della magistratura, convinto che accerterà i fatti in tempi brevi. Affronto questa situazione con tranquillità, consapevole di aver sempre operato con correttezza e senso delle istituzioni. Vado avanti nell’espletamento delle mie funzioni con serenità e determinazione, anche in virtù dei risultati fin qui raggiunti», ha dichiarato Renato Schifani.
A fare quadrato attorno al presidente è l’intero gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana. Il capogruppo Stefano Pellegrino, parlando a nome dei deputati azzurri, ha derubricato l’iniziativa della Procura di Gela a “un atto dovuto”, dicendosi certo che l’iter giudiziario servirà a certificare l’impegno della Regione sul fronte della sicurezza del territorio.
«Siamo totalmente fiduciosi nel fatto che il presidente Schifani dimostrerà non solo la propria estraneità rispetto a qualunque responsabilità per la frana di Niscemi, ma soprattutto potrà dimostrare di avere lavorato, fin dal suo insediamento e in tutta la Sicilia, contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei rischi», ha affermato Pellegrino.
Secondo i forzisti, la struttura regionale si sarebbe attivata immediatamente dopo l’evento per fornire assistenza e prevenire ulteriori rischi per la popolazione.
L’inchiesta punta a verificare eventuali omissioni o ritardi negli interventi di messa in sicurezza del costone di Niscemi, colpito da un vasto movimento franoso che ha messo a rischio abitazioni e incolumità pubblica. Per la maggioranza di governo, tuttavia, l’attività dell’attuale legislatura è stata caratterizzata proprio da una forte accelerazione sui fondi per la tutela del territorio.
«Proprio quello che è un atto dovuto da parte della Procura della Repubblica – conclude Pellegrino – sarà il modo per dimostrare il buon lavoro svolto dal governo regionale e per confermare come il presidente e tutta la struttura regionale si siano attivati immediatamente per quanto di competenza».





