Aggiornato al 08/01/2026 - 10:37
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Legge anti-crack, completata la rete regionale

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Schifani: «Risposte concrete alle famiglie, continueremo a monitorare e a intervenire»

È stata completata la rete regionale prevista dalla legge regionale n. 26 del 7 ottobre 2024, che istituisce il Sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze, nota come legge anti-crack. Dopo la fase di avvio, il sistema è ora in piena applicazione su tutto il territorio siciliano.

Secondo quanto comunicato dalla Regione Siciliana, risultano attivi nove centri residenziali ad alta soglia, uno per ogni provincia. Le strutture offrono servizi intensivi e strutturati per i casi più complessi, garantendo continuità assistenziale 24 ore su 24, oltre a supporto psicologico, sociale ed educativo alle persone in condizione di dipendenza.

Sul fronte dei servizi di bassa soglia, le Aziende sanitarie provinciali hanno reso operative le unità mobili, una per provincia e fino a tre nelle città metropolitane. Questi servizi hanno l’obiettivo di ridurre i rischi immediati per la salute e di intercettare persone che non si rivolgerebbero spontaneamente alle strutture sanitarie.

In una nota, il presidente della Regione Renato Schifani afferma: «Ho seguito personalmente l’attuazione di questa legge che abbiamo fortemente voluto e che oggi dà risposte concrete a tante famiglie siciliane. Si tratta di un sistema complesso che ha richiesto il coordinamento di diversi enti, ma oggi possiamo dire di avere raggiunto il risultato. Con questa rete presente in tutte le province siciliane non ci limitiamo alla cura, ma intendiamo accompagnare le persone in un vero percorso di rinascita che passa anche attraverso il reinserimento lavorativo. È questa la strada che vogliamo seguire, quella di una politica sociale concreta che non lasci indietro nessuno. Ma il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a seguire attentamente l’operatività della rete e siamo pronti a intervenire tempestivamente qualora dovessero emergere criticità».

La legge anti-crack prevede inoltre un percorso di accompagnamento verso il reinserimento lavorativo. Entro gennaio è prevista la pubblicazione di un bando da 4 milioni di euro, finanziato con risorse del Fondo sociale europeo, che consentirà a circa 550 giovani di accedere ai progetti promossi dalle Agenzie per il lavoro.

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