Aggiornato al 10/04/2026 - 15:20
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Concessione

Lentini, dopo 60 anni riapre l’ex Casa del Fascio: sarà un innovativo hub culturale

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Il bene demaniale torna alla città grazie a una concessione cinquantennale affidata alla cooperativa Badia Lost & Found. Prende forma il progetto “Caserma Creativa”

Un pezzo di storia che riemerge dall’abbandono per trasformarsi in un motore di futuro. Nel cuore del centro storico di Lentini, nella centralissima Piazza Duomo, l’ex Casa del Fascio si prepara finalmente a tornare alla città. Un bene demaniale rimasto chiuso e inaccessibile al pubblico per oltre sessant’anni sta per essere protagonista di un articolato progetto di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione promosso dalla cooperativa Badia Lost & Found.

L’edificio è un luogo fortemente stratificato nella memoria urbana cittadina: le sue radici affondano nella soppressione del convento di San Domenico del 1866, per poi passare attraverso il crollo della chiesa nel 1904 e le successive pesanti trasformazioni novecentesche. Oggi, questa struttura si candida a diventare un caso emblematico di rigenerazione culturale contemporanea a livello regionale.

Il progetto “Caserma Creativa / Fàscino”

Il percorso virtuoso intrapreso da Badia si inserisce all’interno di una concessione demaniale di lunghissimo periodo, pari a cinquant’anni, attualmente nelle sue fasi di finalizzazione operativa. Un iter che rappresenta un modello avanzato di partenariato capace di unire le istituzioni, il mondo accademico e le imprese private del territorio.

“L’obiettivo è restituire alla collettività un immobile simbolico attraverso una visione integrata che coniuga tutela, innovazione e sviluppo territoriale, trasformandolo in un hub culturale giovanile, capace di dialogare con i linguaggi del presente e con le dinamiche della produzione creativa contemporanea”, spiegano i promotori del progetto.

L’iniziativa, ribattezzata “Caserma Creativa / Fàscino”, mira a innescare processi di riappropriazione degli spazi urbani fondati su alcuni pilastri fondamentali:

  • Creazione di un ecosistema aperto: Uno spazio inclusivo e sostenibile pronto ad accogliere pratiche artistiche, attività educative e giovani imprese creative.

  • Ibridazione delle funzioni: Il mix di attività culturali, formative e produttive contribuirà al rafforzamento dell’identità locale e alla necessaria riattivazione economica del centro storico.

  • Partecipazione e accessibilità: Il coinvolgimento attivo del tessuto imprenditoriale e dell’intera cittadinanza per rendere l’infrastruttura una risorsa realmente condivisa.

A segnare un passaggio cruciale di questo processo è stata la conferenza pubblica svoltasi venerdì 10 aprile 2026. La giornata ha rappresentato un fondamentale momento di confronto alla presenza dei rappresentanti dell’Agenzia del Demanio, della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa e delle istituzioni locali.

Determinante, in questa delicata fase di avvio, il supporto strategico fornito dal mondo accademico. Le riflessioni portate avanti dal prof. Claudio Gambino (Università Kore di Enna) e dalle docenti Sonia Caterina Giaccone ed Emanuela Presciani hanno infatti permesso di orientare il progetto verso modelli evoluti di valorizzazione e marketing territoriale.

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