Aggiornato al 10/04/2026 - 17:54
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“Non eroi, ma bravi giornalisti”: Siracusa onora la memoria e il coraggio di Mario Francese e Pippo Fava

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A Palazzo Vermexio una sala gremita di studenti per ascoltare le testimonianze dei figli Giulio e Claudio. Il sindaco Italia: “Un esempio che deve guidare la nostra vita quotidiana”

Rifiutare la retorica inaccessibile dell’eroismo per abbracciare, invece, la forza dirompente della normalità. Una normalità fatta di senso civico, di profondo rispetto per la propria professione e del coraggio ostinato di svelare verità scomode. È su questo binario, tipico del vero giornalismo d’inchiesta, che si è sviluppata questa mattina la sentita commemorazione che il Comune di Siracusa ha voluto tributare a Mario Francese e Pippo Fava, due giganti dell’informazione siciliana uccisi dalla mafia.

Ad accogliere l’evento è stato un Salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio gremito in ogni ordine di posto, animato dalla presenza attenta di centinaia di giovani. Un incontro intergenerazionale che ha visto confrontarsi i rappresentanti istituzionali, le forze dell’ordine e, soprattutto, i figli delle due vittime: i giornalisti Giulio Francese e Claudio Fava.

La manifestazione prende le mosse da un atto di indirizzo approvato lo scorso anno dal Consiglio Comunale su proposta della commissione Cultura (oggi rappresentata dal presidente Giovanni Boscarino e da Andrea Buccheri). L’occasione era il centenario della nascita di Francese, Fava e di Andrea Camilleri (quest’ultimo verrà celebrato con un’apposita cerimonia il prossimo 27 aprile).

L’evento odierno, presentato dalla giornalista Katia Scapellato e coordinato da Giuseppe Prestifilippo, è stato organizzato in stretta sinergia dagli assessorati alla Cultura e all’Istruzione, con la collaborazione della sezione siracusana dell’Associazione Siciliana della Stampa.

A fare gli onori di casa e ad aprire i lavori è stato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia:

“L’Amministrazione ha accolto di buon grado la proposta del consiglio comunale poiché Francese e Fava, con il loro coraggio e con la forza della loro parola, hanno contrastato la mafia fino a rappresentare un esempio vivo per le nuove generazioni. Il Comune ha un canale costantemente aperto con il mondo della scuola proprio per indicare percorsi di crescita civile e culturale. L’esempio di chi si è opposto alla mafia semplicemente raccontandola ci deve guidare nella vita quotidiana, e si concretizza prima di tutto nel rispetto delle regole”.

Il momento più toccante della mattinata è stato senza dubbio l’intervento dei familiari, che hanno voluto spogliare la figura dei propri padri dalla narrazione mitologica, per restituirla alla sua dimensione più umana e professionale.

“La parola ‘eroe’ si trasforma spesso in un sarcofago che seppellisce e abbandona per sempre – ha affermato con forza Claudio Fava –. Loro erano, invece, due bravi giornalisti, due persone normali che hanno lavorato in un periodo difficilissimo per la Sicilia. Normalità vuol dire dignità, vuol dire fare il proprio mestiere con profondo senso di responsabilità. Mi piacerebbe che i giovani di oggi sentissero le vite di Fava e Francese prossime alle loro, vite alle quali poter rassomigliare senza bisogno di creare mitologie”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Giulio Francese, che ha ricordato il padre Mario attraverso la lente della passione per il mestiere:

“Mio padre ha solo fatto ciò che deve fare un buon giornalista d’inchiesta: andare a fondo nelle cose con senso del dovere e con una passione che inevitabilmente si trasforma in impegno civile. Di lui mi resta il ricordo della sua inesauribile energia, della sua passione per il racconto e della sua disponibilità verso gli altri. Una generosità che è, allo stesso tempo, uno degli aspetti fondanti del giornalismo. È un’eredità che ha lasciato a noi figli, ma che tutti i giovani oggi possono abbracciare”.

I veri protagonisti: le scuole

A impreziosire la mattinata e a dare un senso compiuto al passaggio di testimone invocato dai relatori, sono stati i lavori, le riflessioni e le esibizioni degli studenti siracusani. Hanno partecipato attivamente alla cerimonia, offrendo spunti e intermezzi musicali di grande spessore, le delegazioni dei seguenti istituti:

  • Liceo Scientifico “O.M. Corbino”

  • Liceo Polivalente “M.F. Quintiliano”

  • Istituto di Istruzione Superiore “L. Einaudi”

  • Liceo Statale “T. Gargallo”

  • Istituto Comprensivo “Wojtyla-Chindemi”

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