L’area antistante alla diga foranea di Marzamemi è stata chiusa dopo mesi di utilizzo abusivo e verrà assegnata tramite bando con base d’asta di 13 mila euro, ma l’attesa delle autorizzazioni demaniali. Il consigliere dem Davide Fronterrè chiede trasparenza e denuncia comportamenti ostili nei suoi confronti.
E’ scontro totale, almeno dal punto di vista politico, sul parcheggio di Marzamemi antistante alla diga foranea. Nei giorni scorsi, dopo essere diventata per diversi mesi un’area di parcheggio abusiva – poichè era utilizzata ma nessuno, né il Comune e nemmeno i privati, possedeva i requisiti necessari – è stata chiusa e delimitata a seguito di un sopralluogo della guardia costiera e dei tecnici del Comune di Pachino.
La notizia, quella certa, è che l’area verrà assegnata tramite bado. «Affideremo il parcheggio attraverso la pubblicazione di un bando pubblico – ha confermato il sindaco, Giuseppe Gambuzza – partendo da una cifra a base d’asta di 13 mila euro. Non possiamo lanciare il bando poiché non abbiamo ottenuto ancora le necessarie autorizzazioni dal Demanio regionale».
Per il conigliere comunale del Partito Democratico, l’area dovrebbe essere restituita al pubblico utilizzo. «La mia posizione è semplice – ha dichiarato il democratico – quell’area deve tornare a essere considerata innanzitutto un bene dei cittadini. Se possibile, dovrebbe essere destinata a parcheggio pubblico a libera fruizione; diversamente, ogni scelta dovrà essere improntata alla massima trasparenza e all’esclusivo interesse della collettività».
E il botta e risposta tra Rinascita, il movimento del sindaco, e il Partito Democratico, è stato durissimo sulla vicenda.
«Sul parcheggio della diga – hanno dichiarato gli esponenti di Rinascita – proprio il PD avrebbe fatto meglio stavolta a tenere chiuso il becco». Gli esponenti del movimenti civico ricostruiscono tutta la storia recente del parcheggio, le concessioni ed i rinnovi risalgono date al 2012, 2013, 2018, 2022 e 2023, dall’ex sindaco Paolo Bonaiuto in poi, e “nel 2017 – spiegano gli esponenti di Rinascita – la concessione data nel 2017 è stata assegnata assegnata senza gara dall’amministrazione a guida Pd (il sindaco era Roberto Bruno)».
Ha risposto a tono il consigliere Davide Fronterrè. «Ancora una volta si tenta di spostare l’attenzione dal vero tema – ha detto il democratico – cercando di delegittimare il ruolo di un consigliere comunale di opposizione che esercita le proprie prerogative istituzionali. Il mio ruolo non è amministrare parcheggi, affidare servizi o assumere decisioni gestionali. Il mio compito è esercitare controllo, vigilanza e accesso agli atti nell’interesse della collettività. Per questo trovo singolare che alcuni soggetti, invece di sostenere la massima trasparenza, preferiscano attaccare chi pone domande e svolge il proprio mandato istituzionale. A me non interessa discutere con Rinascita sulla storia di quell’area. Saranno eventualmente la magistratura, la Corte dei Conti e gli altri organi competenti, qualora lo riterranno opportuno, a valutare fatti, procedure e responsabilità».
Davide Fronterrè rincara la dose affinchè venga tutelato il libero esercizio del mandato ispettivo dei consiglieri comunali. «Negli anni, proprio su questa vicenda – ha proseguito il democratico – non sono mancati tentativi di delegittimare la mia attività di controllo e di accesso agli atti. Ho inoltre subito comportamenti ostili, così come persone a me vicine, da parte di un dipendente comunale a seguito del mio accesso ispettivo e del soggetto interessato alla gestione dell’area».
Fronterrè ha chiesto chiarimenti al sindaco sul destino dell’area. «Auspico – ha concluso Fronterrè – che si apra una riflessione seria sul futuro dell’area, affinché venga garantita la massima fruibilità possibile di un bene pubblico che appartiene alla collettività».






