L’ex candidato sindaco di Pachino, Emiliano Ricupero, interviene sui gravi fatti di via Regina Elena: «Un giovane a terra è stato calpestato alla testa, in spregio a ogni logica. Ora serve un tavolo tecnico»
Una serata di inizio estate trasformata in un teatro di violenza urbana, con il suono incessante delle sirene a rompere la quiete del borgo marinaro. Una violenta rissa a Marzamemi, esplosa in via Regina Elena, ha riacceso bruscamente i riflettori sul tema della sicurezza e del controllo dell’ordine pubblico nel territorio del comune di Pachino.
Il bilancio finale parla chiaro e non permette minimizzazioni: quattro persone sono rimaste ferite nel corso dei tafferugli, confermando l’urgenza di un intervento strutturale da parte delle istituzioni locali.
La gravità dell’episodio emerge dai dettagli drammatici riportati da chi si trovava sul posto al momento dello scontro.
I contorni dell’aggressione assumono tratti inquietanti:
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La dinamica: lo scontro fisico ha coinvolto diverse persone nel cuore della via principale del borgo;
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L’episodio più grave: i testimoni descrivono la scena raccapricciante di un giovane caduto tra due motocicli, la cui testa è stata brutalmente calpestata e schiacciata al suolo da un altro uomo;
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La gravità: un atto compiuto in totale spregio a ogni logica sociale e di basilare legalità.
«I particolari che mi sono stati narrati da gente presente in loco durante la rissa a Marzamemi sono da vero incubo – ha dichiarato l’ex candidato sindaco di Pachino, Emiliano Ricupero –. Di fronte a quattro feriti non si può minimizzare quanto accaduto con semplici parole di circostanza, ma soprattutto non si può minimizzare sul piano degli impegni e delle responsabilità. Le responsabilità esistono e non può essere sempre colpa di un colpevole ignoto».
Il dibattito si sposta inevitabilmente sulla cronica carenza di organico e di mezzi che affligge le forze dell’ordine e la Polizia Municipale nel territorio di Pachino. Rispetto ad altre note località turistiche dell’Isola, il divario in termini di prevenzione appare evidente.
Se in centri come Marsala, Mazara del Vallo o Giardini Naxos si registra una presenza costante di volanti, pattuglie notturne e servizi di sicurezza privata nei locali, ciò è dovuto a un mercato della vigilanza più accessibile e a un numero di agenti decisamente superiore rispetto a quello esiguo in dotazione al comune di Pachino.
Esistono comunque esempi felici di gestione e autoregolamentazione sul territorio. Lo stesso Ricupero cita il caso di alcuni locali di piazza Vittorio Emanuele che, il sabato sera, scelgono di affidarsi a un servizio di sicurezza interno e di contingentare autonomamente la somministrazione di alcolici per tutelare i clienti.
La repressione da sola non può bastare per arginare i fenomeni di devianza giovanile o le tensioni collegate alla movida di massa. Le riflessioni sociologiche generali rischiano di lasciare il tempo che trovano, così come appare sterile la colpevolizzazione generalizzata dei commercianti o dei baristi.








