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Polemiche

“Santa Lucia non è una gara”: sfogo del consigliere-portatore Cavarra. “Troppa fretta, pronto a restituire tesserino”

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Dura presa di posizione di Luigi Cavarra contro la gestione della processione: “Deluso dai continui richiami a correre. Al nuovo Presidente della Deputazione chiedo meno rigidità”

La festa è appena trascorsa, ma la scia delle polemiche sembra essere ancora lunga. A sollevare un polverone sulla gestione della processione della Patrona è Luigi Cavarra, consigliere comunale di Grande Sicilia, che interviene però nella sua veste di devoto e berretto verde.

Con un post amaro pubblicato sui social, Cavarra ha espresso una profonda delusione per come si sono svolte le operazioni di trasporto del Simulacro, puntando il dito contro quella che definisce una “corsa” ingiustificata.

“Portatori per devozione, non per record”

“Santa Lucia è identità, non velocità. Portatori per devozione, non per record”, esordisce Cavarra. L’accusa è rivolta alla gestione dei tempi della processione, giudicata troppo frenetica e snaturata. Il simulacro è in effetti arrivato in Borgata prima delle 21, con più di un’ora di anticipo sulla media degli altri anni. “Non è accettabile assistere a una processione da record, con continui richiami verso i portatori a velocizzare il passo – scrive il consigliere –. La festa non è una corsa: è identità, devozione e appartenenza”.

L’appello alla Deputazione e l’ultimatum

Cavarra si rivolge direttamente al nuovo vertice della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, l’avvocato Sebastiano Ricupero, chiedendo un cambio di rotta: “Chiedo meno rigidità e più dialogo con i portatori. Bisogna comprendere cosa significhi questo ruolo: c’è chi attende anche anni per poter portare il Simulacro”. Lo sfogo si conclude con una provocazione che ha il sapore di un ultimatum: “Se questa è la direzione, consegnerò il mio tesserino appena ricevuto da portatore”.

La nostalgia per la tradizione perduta

Nel mirino di Cavarra c’è anche il taglio di alcuni elementi storici della festa. “Se la Tradizione Siracusana dà fastidio – attacca riferendosi all’assenza dei fuochi d’artificio, della Carrozza del Senato e della Lucia di Svezia – e se l’ordine è che il 20 dicembre alle 21:00 si deve essere già in Duomo, allora tanto vale tenere il Simulacro chiuso”.

Un intervento che apre un dibattito acceso in città sul confine tra organizzazione, sicurezza e rispetto dei tempi “lenti” della devozione popolare.

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