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Scuola, il Rizza-Insolera ricorre al CGA contro il trasferimento: “Scelta scellerata”

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Il Comitato dei docenti e delle famiglie attacca il Libero Consorzio dopo la sentenza del TAR e lancia una raccolta fondi: «Non si cancella un’identità scolastica con oltre cento anni di storia come un semplice problema logistico»

Le recenti dichiarazioni del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, espresse subito dopo il pronunciamento del TAR sul cosiddetto “Piano Scuole”, hanno innescato l’immediata e dura reazione del Comitato a sostegno dell’Istituto Rizza-Insolera.

Secondo i rappresentanti di docenti, famiglie e studenti, la narrazione trionfalistica dell’ente pubblico omette i dettagli di ciò che la scuola ha subito in questi mesi: un totale silenzio istituzionale, la mancanza di risposte tecniche e il danno concreto prodotto dall’atto monocratico firmato il 23 dicembre 2025, piombato sulla scuola in piena fase di orientamento per le nuove iscrizioni.

Dal documento emerge come la scuola abbia sempre partecipato ai tavoli tecnici con spirito costruttivo, presentando relazioni alternative per salvaguardare il diritto allo studio nella sede storica scelta dalle famiglie, senza ricevere però alcun riscontro economico.

Questa prolungata situazione di totale incertezza ha pesato inevitabilmente sulle iscrizioni degli alunni, registrando una flessione rispetto ai numeri soddisfacenti dell’anno scolastico 2024/2025, quando l’istituto tecnico poteva ancora contare su una sede considerata sicura e strategica per l’intero bacino di utenza provinciale.

Il Comitato contesta la scelta di aver affrontato l’intera vicenda come un mero problema numerico di aule o di presunti risparmi economici, senza valutare i costi vivi dell’operazione:

  • I traslochi: le spese per lo spostamento dei materiali didattici di centinaia di alunni;

  • La logistica pesante: la dismissione e la complessa ricollocazione dei laboratori tecnici con i relativi cablaggi informatici;

  • I fondi a rischio: il pericolo di sprecare gli investimenti legati ai progetti PNRR già realizzati nella sede storica;

  • I beni vincolati: il trasferimento della biblioteca storica, che vanta ben 5.000 volumi inventariati custoditi in enormi e antiche librerie in legno che fanno parte del patrimonio inalienabile dell’istituto.

Per queste ragioni, il Comitato “Tuteliamo l’Istituto Rizza di Siracusa” ha confermato l’intenzione di non arrendersi, annunciando il prosieguo del percorso legale dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA).

I giudici di appello saranno chiamati a valutare il danno arrecato alla continuità educativa, il pregiudizio subito durante le iscrizioni, l’impatto economico sugli investimenti pubblici già effettuati e la totale assenza di un reale confronto democratico.

«Ci sostengono e ci confortano le solide dichiarazioni del benemerito Marco Fatuzzo, già Dirigente dell’Istituto ed illustre politico siracusano con la P maiuscola – spiegano i portavoce del Comitato in una nota – che al primo sentore del trasferimento definì questa scelta come “scellerata”, indicando come unica soluzione il mantenimento delle due sedi storiche, così come hanno convissuto per oltre un secolo».

Il coordinamento ha annunciato che nei prossimi giorni verrà avviata una raccolta fondi pubblica, trasparente e aperta a tutti i cittadini per coprire le ingenti spese legali necessarie alla prosecuzione del giudizio di secondo grado.

La mobilitazione a difesa dell’Istituto Rizza-Insolera punta a tutelare la presenza dell’istruzione tecnica nell’area centrale e sud della città. La palla passa ora alla cittadinanza, chiamata dai promotori a scegliere se subire passivamente le decisioni del Libero Consorzio o se unirsi attivamente alle prossime manifestazioni democratiche di protesta.

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