Sequestro Ias, Cutrufo:”Priolo come l’Ilva, serve decreto ad hoc per esercizio delle attività”

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 “Priolo come l’Ilva e la Regione effettui gli interventi sull’impianto”

 

Gli effetti del sequestro da parte del Tribunale di Siracusa dell’impianto biologico dell’Industria Acqua Siracusana che oltre all’area industriale si occupa della depurazione delle acque reflue dei Comuni di Melilli e Priolo Gargallo rischiano di diventare un boomerang per tutte le grandi aziende, come Versalis, Lukoil, Sonatrach, Sasol, Eni, che pur rispettando i limiti imposti dalla legge si trovano coinvolte invece in una cattiva gestione politica dell’IAS. Lo dichiara l’esponende della direzione regionale del PD, Gaetano Cutrufo

L’impianto sequestrato non è infatti di proprietà né di queste grosse aziende, né dei circa 7.000 operai che rischiano di vedere fermare le attività lavorative per motivi così ovvi che non sto qui a sottolineare, ma è proprietà del consorzio ASI di Siracusa, gestito dall’IRSAP (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive) e da queste, affidato nel 1983 all’I.A.S.;

Si comprende bene come la Regione Siciliana, socio di maggioranza dell’Irsap, non ha provveduto ai normali investimenti a garanzia della salute dei cittadini e a protezione dell’ambiente.

Si dice preoccupato per la concreta possibilità che le altre aziende debbano arrestare la produzione per l’impossibilità di depurare le acque reflue, pur esprimendo apprezzamento per l’azione giudiziaria che addebita agli indagati il delitto di disastro ambientale aggravato in relazione all’inquinamento atmosferico e marino, oltre che altre fattispecie di reato connesse all’illegittimità di alcune autorizzazioni, e nonostante il provvedimento di sequestro consente l’utilizzo dell’impianto per i reflui dei Comuni di Melilli e di Priolo Gargallo,  Se questo rischio, concreto e immediato, lo sommiamo all’embargo per la Lukoil a partire dal primo gennaio prossimo, risulta evidente che il polo chimico si trasformerà in pochi mesi da serbatoio di lavoro a serbatoio di crisi occupazionale a rischio di sicurezza pubblica.

Occorre una immediata mobilitazione della politica, ed ho già chiesto ai vertici del PD di intervenire immediatamente su questa vicenda, ed ogni soggetto in campo deve svolgere la propria parte:

  • –  il Governo Regionale affinché attivi immediatamente ogni risorsa, anche a danno nei confronti di terzi, per effettuare gli interventi necessari per adeguare l’impianto alle norme ambientali, attraverso l’attività delle proprie Aziende e Uffici Regionali,

  • –  il Governo Nazionale perché emetta, così come ha fatto con l’Ilva di Taranto e con lo stesso petrolchimico di Gela, un decreto ad hoc del Ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio per autorizzare l’esercizio delle attività nelle more di effettuare i lavori.

    Per evitare che i tempi diventino biblici – conclude Cutrufo –  come nelle migliori tradizioni siciliane, credo sia utile un monitoraggio degli impegni che i governi, nazionale e regionale, devono assumere oltre che da parte dell’Amministratore Giudiziario dell’impianto, anche da parte degli Uffici della Prefettura, a garanzia delle aziende sane, dei lavoratori e dei cittadini della provincia di Siracusa.

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