Si conclude dopo un mese e 500 miglia la staffetta solidale “Vela&Salute”. Il presidente LNI Marzano: «Oltre mille ragazzi coinvolti, un efficace lavoro di squadra per avvicinare tutti al mare»
Un viaggio straordinario lungo un mese, capace di trasformare i simboli dell’illegalità in potenti messaggeri di riscatto sociale, prevenzione e cultura. Con l’approdo ufficiale al Porto di Augusta, si è conclusa la speciale navigazione a staffetta delle 15 barche della legalità dedicate dalla Lega Navale Italiana (LNI) agli eroi del quotidiano.
Le imbarcazioni, un tempo utilizzate dalle organizzazioni criminali per i propri traffici illeciti, hanno solcato le acque della Sicilia come ambasciatrici di valori civili. Il bilancio della quarta edizione di “Vela&Salute” parla chiaro: oltre 500 miglia di coste percorse, 13 porti toccati e altrettanti territori coinvolti, con la partecipazione attiva di studenti, associazioni e cittadini.
Il consuntivo di questa imponente manifestazione è stato tracciato nel corso del convegno conclusivo tenutosi nella sala Fioravanzo della Quarta Divisione Navale di Augusta. L’evento ha visto la partecipazione del vicesindaco di Augusta Biagio Tribulato, del Segretario Generale dell’AdSP della Sicilia Orientale Attilio Montalto, e del direttore sanitario dell’Arnas Garibaldi di Catania, Mauro Sapienza, davanti a una platea gremita di studenti e autorità.
«Vela&Salute è una delle iniziative più significative di collaborazione interistituzionale sviluppate negli ultimi anni in Sicilia – ha evidenziato l’ammiraglio Lorenzano Di Renzo, comandante Marittimo Sicilia – poiché ha saputo coniugare legalità, inclusione, prevenzione e cultura del mare. Grazie alla grande intuizione della Lega Navale, scafi sottratti alla criminalità sono diventati strumenti di progresso. La Marina sostiene convintamente il progetto: il mare è una grande scuola di vita».
Quest’anno la manifestazione ha registrato anche il prezioso contributo di Fondazione Marevivo. In ogni porto, i volontari guidati da Massimiliano Falleri hanno promosso incontri sulla sostenibilità ambientale per sensibilizzare i giovani a difendere l’ecosistema marino.
Accanto alla legalità, la tutela della salute è stata il secondo grande pilastro della staffetta, grazie al supporto di eccellenze mediche di istituzioni sanitarie come l’Arnas Civico Di Cristina di Palermo, l’Arnas Garibaldi di Catania, la FIMP, la SIA e l’AISF.
I focus medici principali affrontati durante i vari incontri sul territorio hanno riguardato:
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Prevenzione cardiovascolare e polmonare: un percorso intitolato “Prevenzione, soccorso e donazione”, illustrato nella Sicilia occidentale dalla dottoressa Nicoletta Salviati (Arnas Civico);
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Innovazione e genetica: una disamina su Talassemia e Drepanocitosi curata dal dottor Roberto Lisi (Arnas Garibaldi), incentrata sull’importanza della diagnosi genetica pre-impianto;
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Terapia dell’anima: la testimonianza di Alberto Bilardo, atleta e scrittore con disabilità della sezione LNI di Palermo, che ha commosso la platea ricordando come in mare ogni barriera fisica svanisca.
L’ideatore del progetto, nato quattro anni fa, e coordinatore per la Sicilia Orientale, il contrammiraglio Agatino Catania, ha espresso profonda emozione nel vedere la gioia negli occhi dei ragazzi più fragili: «È questo l’aspetto che più sintetizza il senso dell’iniziativa: il mare è cura e rinascita».
A chiudere i lavori è stato l’intervento del presidente nazionale della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Donato Marzano, che ha ribadito come lo spirito di servizio, la solidarietà e il rispetto siano i valori cardine che muovono l’associazione nell’avvicinare chiunque, senza distinzioni, al mondo della vela.
A suggello della giornata, 5 imbarcazioni della flotta delle barche della legalità sono mollate gli ormeggi dal porto megarese per una suggestiva escursione. A bordo, i giovani con disabilità delle associazioni “Nuova Augusta Sport Disabili” e “20 Novembre 1989”, insieme agli studenti dell’Istituto Ruiz di Augusta, hanno preso il timone per vivere un’esperienza diretta di libertà e inclusione.







